(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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A ottantadue anni dall’eccidio dei Tredici Martiri, Venezia ha rinnovato oggi il proprio omaggio alle vittime della rappresaglia nazifascista del 28 luglio 1944 con la tradizionale cerimonia promossa dalla sezione cittadina dell’ANPI “7 Martiri”.
La commemorazione si è aperta alle ore 17.45 con la deposizione di una corona d’alloro davanti alla lapide di Calle Tredici Martiri, che ricorda il sacrificio delle tredici vittime, fucilate per rappresaglia in seguito a un attentato partigiano compiuto nello stesso edificio, allora sede del comando della Guardia Nazionale Repubblicana.
La cerimonia è poi proseguita nella Sala Laboratorio delle Arti di Ca’ Giustinian, sede della Biennale di Venezia, con un momento di riflessione dedicato alla memoria della Resistenza e ai valori della libertà, della democrazia e della pace.
In rappresentanza dell’Amministrazione comunale sono intervenuti il vicepresidente del Consiglio comunale, Marco Bellato e il presidente della Municipalità di Venezia Murano Burano Giovanni Pelizzato. Presenti inoltre la presidente della sezione cittadina dell’ANPI “7 Martiri”, Enrica Berti insieme ai rappresentanti delle istituzioni, delle associazioni combattentistiche e d’arma.
“Ricordare l’eccidio dei 13 Martiri significa rendere omaggio a chi ha sacrificato la propria vita per la libertà e la democrazia – ha dichiarato Bellato – La libertà, sancita dalla Costituzione, è un diritto inviolabile che va difeso ogni giorno. Custodire questa memoria significa rafforzare il senso di comunità e riaffermare il valore della pace, con un pensiero a quanti ancora oggi vivono sotto regimi autoritari o sono colpiti dalla guerra. Un’eredità che richiama tutti, cittadini e istituzioni, alla responsabilità di costruire una società sempre più libera e coesa”.
“La Resistenza a Venezia ha mostrato un’originalità e un coraggio straordinari – ha aggiunto Pelizzato – Oggi, con la scomparsa dei testimoni diretti, la nostra sfida istituzionale è proteggere la verità storica trasformando la memoria in un dovere morale da tramandare alle future generazioni”.
