Di Luca Franceschi
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Durante il Question Time odierno alla Camera, la deputata del Movimento 5 Stelle Chiara Appendino ha duramente attaccato il Ministro Urso sul tema dei call center e della gestione della transizione digitale.
L’esponente pentastellata ha ricordato al Ministro che il suo ruolo, retribuito dai cittadini italiani, dovrebbe essere quello di governare i processi e proteggere sia i lavoratori che le imprese, non limitarsi a commentare passivamente la situazione o, peggio ancora, contribuire ad aggravarla.
Appendino ha puntato il dito contro l’unico intervento del governo nel settore dei call center, che ha riguardato la modifica della normativa sugli appalti, creando quello che la deputata ha definito “il far west delle gare al massimo ribasso”, una situazione che si traduce in minori tutele per i lavoratori e stipendi più bassi.
Particolarmente critica è stata l’osservazione sul cosiddetto “salario giusto”, citato dal Ministro come azione positiva a supporto del settore, che secondo Appendino condanna invece le persone a lavorare per 5 euro all’ora.
La deputata M5S ha inoltre menzionato la Transizione 5.0, definendola “l’emblema del fallimento” del Ministro, invitandolo a cambiare registro nell’approccio alle politiche industriali e del lavoro.
Appendino ha riconosciuto che la transizione digitale e l’intelligenza artificiale rappresentano una realtà inevitabile, sottolineando però un punto fondamentale: l’algoritmo non vota le leggi. Sono le scelte politiche del governo a determinare se l’innovazione tecnologica diventerà un’opportunità di creazione di nuovi posti di lavoro oppure uno strumento di disoccupazione.
Secondo la parlamentare, l’esecutivo ha scelto di trasformare l’innovazione in una condanna sociale, lasciando che siano i lavoratori a pagare il prezzo della transizione e ignorando le richieste dei sindacati di aprire un tavolo di crisi sul settore.
