(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Farmacie comunali. Adesione quasi totale alla protesta per il contratto. A Trento e sui territori chiusi tutti i punti ad eccezione dei due di turno. A Rovereto non aprono cinque farmacie su sei.
Adesione quasi totale allo sciopero delle lavoratrici e dei lavoratori delle farmacie comunali in Trentino. A Trento sono rimaste chiuse tutte le farmacie municipali, ad eccezione di quella di turno. Chiuse anche Lavis, Pergine Valsugana, Riva del Garda, Arco, Tenno, Volano, Pomarolo, Besenello, Rabbi. E’ rimasta aperta solo Dro perché di turno. Altissima l’adesione anche a Rovereto dove ha aperto solo una delle 6 farmacie della Smr. In totale dunque su 26 farmacie e un dispensario, i siti funzionanti erano solo tre.
La protesta, indetta in tutta Italia da Filcams, Fisascat e Uiltucs, punta a sbloccare la trattativa per il rinnovo del contratto nazionale scaduto a dicembre del 2024. Personale e sindacati chiedono un giusto adeguamento salariale, che tenga conto dell’aumento del costo della vita e che valorizzi adeguatamente le professionalità che ogni giorno dietro al bancone accolgono moltissime persone, dispensano farmaci e consigli, erogano un numero crescente di servizi.
La vertenza in atto, però, non riguarda soltanto il rinnovo del contratto nazionale, ma anche il riconoscimento del ruolo centrale che farmaciste e farmacisti svolgono, con sempre maggiore diffusione e presenza, come presidio sanitario di prossimità. Una funzione che negli ultimi anni ha assunto un ruolo sempre più centrale nell’assistenza territoriale, ampliando attività e servizi, senza che ciò abbia trovato adeguato riconoscimento nelle condizioni economiche e professionali delle lavoratrici e dei lavoratori del settore. E’ anche per queste ragioni che oggi il comparto fatica a trovare nuovo personale. Attualmente nelle farmacie comunali della nostra provincia operano un centinaio di persone, ma ci sarebbe spazio per ampliare gli organici, è però difficile trovare nuove lavoratrici e lavoratori perché il settore, per le condizioni in cui si opera, sta perdendo attrattiva.
Per sbloccare il confronto con Assofarm e tornare a trattare Filcams, Fisascat e Uiltucs hanno scritto nei giorni scorsi al sindaco di Trento, Franco Ianeselli, perché si faccia promotore di un confronto tra le sigle sindacali e tutte le amministrazioni comunali azioniste per facilitare lo sblocco della trattativa.
