(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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È grave la situazione in cui versano 220 studenti di Medicina dell’Università di Roma Tor Vergata, costretti a iscriversi all’Università di Nostra Signora del Buon Consiglio di Tirana, in Albania.
Questo trasferimento, avvenuto a seguito dell’ammissione degli studenti alla graduatoria nazionale, ha portato a una realtà inaccettabile: il pagamento di rette annuali di 9.650 euro per un percorso formativo che, nonostante l’intestazione, va considerato come un’università privata.
La decisione di trasformare il campus albanese in una succursale dell’Università pubblica rappresenta un grave handicap per i futuri medici, già provati da un lungo percorso di studi e da spese spesso insostenibili.
È inaccettabile che venga presentata come una normale opportunità accademica quella che in realtà si traduce in una tassazione spropositata e in una netta disparità di trattamento rispetto agli studenti che restano a Roma.
Per questo motivo non si può che sostenere le ragioni degli studenti, che lamentano di essere stati ingannati sull’identità del campus privato e sul costo elevato delle rette, venendo di fatto privati del loro diritto allo studio.
Non è giustificabile che un percorso formativo di Medicina, fondamentale per il nostro paese, si trasformi in un onere economico insostenibile.
Perciò invito il governo a fare chiarezza, tutelando i diritti degli studenti.
Così la senatrice M5S Vincenza Aloisio.
