MUSE: LE STRATEGIE PER IL 2020

Transdolomites risponde al Presidente della Comunità di Fiemme. Il 28 dicembre 2018 a Transdolomites è stata trasmessa la lettera di diniego contributo pro anno 2018 in risposta alla domanda che Massimo Girardi in qualità di legale rappresentante dell’associazione aveva depositato in Comunità in data 22.11.2017.

Nella lettera in oggetto, Prot. Nr. 10012/18 25.1, firmatario il Dott. Giovanni Zanon, Presidente delle Comunità Territoriale Valle di Fiemme si comunica, con dispiacere, che la Comunità non ha potuto accogliere la nostra richiesta a causa delle limitate risorse disponibili per contributi, e confida nella comprensione del presidente (ndr dello scrivente) per la spiacevole decisione assunta.

Nella lettera di risposta indirizzata al Presidente Zanon, che si provvede ad allegare, è stato comunicato il “rifiuto di comprendere la motivazione che ha portato al diniego della domanda di contributo volta a sostenere il progetto di Museo Ferroviario ex Ferrovia Ora-Predazzo”.

Nella qualità di rappresentante di Transdolomites trovo inaccettabile tanto disinteresse nei riguardi di un progetto che sta coinvolgendo tutta la Valle di Fiemme e tanto meno la motivazione riportata nella lettera del 28.12.2018 ossia la carenza di risorse economiche.

La mia presa di posizione prende spunti dal bilancio 2017 della Comunità di Fiemme che era costituito da un avanzo di cassa di circa 800 mila Euro mentre mi giunge notizia che anche il bilancio di fine 2018 registra un avanzo di cassa importante. Dunque di soldi ce ne sono anche troppi.

Queste due prime constatazioni mi portano a rigettare senza mezzi termini la motivazione che accompagna la nota della Comunità di Fiemme.

Le mie esternazioni non si fermano però al puro espetto economico, ma riguardano alla natura del progetto al quale da due anni Transdolomites ed i Comuni della valle di Fiemme e Bassa Atesina stanno lavorando con passione e collaborazione.

Il progetto di Museo Ferroviario della ex Ora-Predazzo, in quanto museo dedicato alle ferrovie di montagna a scartamento metrico si presenta come il primo di questo tipo in Italia ed è stato concepito come investimento nella Bassa Atesina e Valle di Fiemme per i suoi contenuti culturali, sociali, turistici, e come rafforzamento alla collaborazione tra le comunità coinvolte nell’iniziativa.

Si tratta tra l’altro di salvaguardare una preziosa memoria della storica ferrovia che incise profondamente e positivamente il periodo storico della Valle di Fiemme nel corso di tutti gli anni di attività.

La mancata concessione di un contributo da parte della Comunità non è un danno nei riguardi dell’Associazione Transdolomites, ma nei riguardi della stessa Valle di Fiemme e la più totale mancanza di considerazione e rispetto per comuni che in questo progetto credono e stanno collaborando.

Non è la prima volta che da parte della Comunità di Fiemme, rappresentata da Giovanni Zanon giunge a Transdolomites la risposta di diniego di concessione del contributo in favore di altri progetti di pubblica utilità sempre rivolti alla stessa valle.

A tale riguardo voglio ricordare un precedente caso ove a fronte di una domanda di contributo sempre inviata alla Comunità di Fiemme a sostegno degli studi trasporti sui trasporti pubblici per le valli dell’Avisio tra l’altro condivisi dall’ex Assessore Mauro Gilmozzi negli anni 2016 -17, Transdolomites in prima istanza ricevette la comunicazione di concessione di contributo di € 1.000,00 e nel giro di poche settimana il diniego dello stesso contributo perché il rendiconto economico di Transdolomites del 2016 dichiarava un modesto avanzo di cassa.

Anche in questo caso non si trattava di una richiesta economica per un puro autofinanziamento dell’associazione ma di sostenere uno studio provinciale e sovraprovinciale di pubblica utilità finalizzato al miglioramento della mobilità pubblica nelle valli dell’Avisio.

Nel nome dell’interesse comune per il quale Transdolomites si è costituita e da anni si batte a muso duro, non intendo in alcun modo accettare supinamente simili atteggiamenti di mero disinteresse nei riguardi di iniziative che si rivolgono al miglioramento della qualità della vita innanzitutto dei residenti e dell’economia turistica.

Transdolomites non ha mai chiesto finanziamenti pubblici per una mera esigenza di cassa. Se lo ha fatto e tuttora lo fa è per continuare ad investire in progettualità sui territori non solo delle Valli dell’Avisio ma anche in Trentino, nelle Dolomiti, nella Alpi Centrali aree nelle quali da anni l’Associazione è attiva.

 

*

Massimo Girardi
Presidente di Transdolomites

 

Comunità Fiemme

 

Lettera al Presidente Giovanni Zanon