MUSE: LE STRATEGIE PER IL 2020

Alla luce delle passate collaborazioni segnalo una nuova ricerca di Viking Italia sulla situazione delle start up su territorio italiano ad oggi.

Grazie a un database del Registro delle Imprese siamo stati in grado di mappare la situazione in Italia ed analizzare gli indicatori principali di ben 10.164 start up registrate.

I dati principali della ricerca sono i seguenti:

· Lombardia, Lazio e Emilia-Romagna sono le 3 regioni più innovative d’Italia

· Il settore del Software e IT è quello in cui le start up puntano di più (3.424 start up), seguito da Ricerca e sviluppo (1.355) e Servizi d’informazione (921)

· Il settore in cui si innova di meno in Italia è quello dell’Alloggio, con solo 15 start up

· Il profitto è limitato, 4.228 start up su 10.164 dichiarano un capitale tra i 5.000 e i 10.000 euro, e solo 2.179 start up arrivano a cifre tra i 10.000 e i 50.000

· I CEO e fondatori sono per lo più uomini italiani

o Solo il 4.4% delle start up ha un CEO donna

o L’8% ha un CEO giovane

o L’1.2% ha un CEO straniero

· La laurea magistrale o il dottorato non sembrano necessari: solo il 25% delle start up ha direttori plurilaureati.

Secondo una recente ricerca fatta da Start-Up Europe, il mondo delle start up sta crescendo in tutta Europa a ritmi sostenuti. Le città più innovative? Berlino, Londra, Parigi e Stoccolma.

Ma cosa è una start up? Secondo Informazione Fiscale la definizione esatta è la seguente: azienda, di solito di piccole dimensioni, che si lancia sul mercato sull’onda di un’idea innovativa. Una start up di solito inizia con pochi fondi o con finanziamenti europei per poi si spera arrivare a somme guadagnate ben più alte. In gergo si definisce una start up come “unicorno” quando nel tempo riesce ad arrivare ad almeno la somma di 1 miliardo di capitale. Ovviamente visto la esosa somma, di unicorni al mondo ce ne sono pochi (ebbene sì pare che in economia esistano davvero) e tra gli archivi dei più celebri ricordiamo Uber, Airbnb e Deliveroo. Ma a parte le eccezioni che riescono a penetrare nel mercato mondiale, la situazione delle start up standard – per così dire – è molto diversa. Ci siamo chiesti pertanto come stesse l’Italia quanto a diffusione di start up. Grazie a un database preso dal Registro delle Imprese siamo stati in grado di mappare la situazione del bel paese ed analizzare gli indicatori principali di ben 10.164 start up registrate.

Ecco qua un quadro completo.

LOMBARDIA E LAZIO LE REGIONI PIÙ INNOVATIVE

Chiunque conosca un minimo l’Italia è a conoscenza della grande differenza culturale che si trova tra Nord e Sud. Alcune regioni sono più focalizzate sul business e sull’industria mentre altre puntano più sul turismo e la produzione di beni primari. E le start up? Pare che la Lombardia sia la regione più innovativa d’Italia. Si posiziona infatti al primissimo posto con ben 2.547 start up, ovvero 2,6 start up ogni 100.000 persone. Al secondo e terzo posto? Lazio e Emilia-Romagna, rispettivamente con 1.142 e 902. Insomma, i capoluoghi Milano Roma e Bologna sembrano essere città bene aperte all’innovazione e alle idee rivoluzionarie.

 

I risultati completi della ricerca sono disponibili al seguente link: