Urzì* richiesta di cittadinanza austriaca inoltrata da 19 consiglieri provinciali di Bolzano: il passato che non passa mai

La richiesta di concessione anche della cittadinanza austriaca inoltrata alle autorità di Vienna da 19 Consiglieri provinciali tra cui, oltre ai secessionisti e a qualche sognatore dell’Svp, anche Elena Artioli (eletta lo ricordiamo da Micaela Biancofiore) e Paul Köllensperger del Movimento 5 stelle, appare un estremo e disperato tentativo di ottenere un riconoscimento da parte dei cugini di oltre Brennero.

Un supplica patetica in cui si cela comunque ancora un mai sopito sentimento austriacante in cui incredibilmente nell’anno del Signore 2017 si piegano anche forze come quelle legate all’Artioli ed ai Cinque stelle.

Negli ultimi dieci anni ho partecipato personalmente a delegazioni istituzionali della Provincia di Bolzano in Austria. Come un mantra, ogni volta, alcuni dei poveri 19 consiglieri che oggi hanno sottoscritto l’ennesimo appello ripetevano la richiesta. Sistematico, benché cortese, il rigetto delle istanze.

L’Austria non può permettersi di aprire alla doppia cittadinanza per l’Alto Adige, perché cento anni fa era austriaco. Se lo facesse dovrebbe concederla a qualche milione di “ex austriaci” in tutta Europa, forse più dei residenti nella stessa Austria attuale.

L’Impero Asburgico comprendeva mezza Italia (perché dire no allora alla richiesta di cittadinanza austriaca da parte di un milanese o di un triestino) l’Ungheria la Slovenia e infinite altre lande. Insomma una boutade ideologica inutile, quanto, nel suo significato più intimo, provocatoria.

Anche per questi signori sarebbe bene che il passato rimanesse passato. Depotenziamoli.