PAT * ASSEGNO UNICO PROVINCIALE: UN REDDITO DI COMUNITÀ PER UN WELFARE PIÙ EQUO E INCLUSIVO, LO STRUMENTO INTERERESSA IL 25% DEI TRENTINI E IL 40% DELLE FAMIGLIE CON FIGLI

Il quadro oggi con il vicepresidente Olivi. Lo strumento intereressa il 25% dei trentini e il 40% delle famiglie con figli. Assegno unico provinciale: un reddito di comunità per un welfare più equo e inclusivo.

Circa il 25% della popolazione trentina – pari a quasi 130.000 persone – e il 40% delle famiglie con figli minori, è interessata all’Assegno unico, cioè può ricevere dalla Provincia uno o alcuni dei sostegni previsti dal nuovo strumento, che sta cambiando profondamente il welfare provinciale: quota di sostegno al reddito, quota di sostegno per la cura dei figli, assegno di invalidità.

Fra l’ottobre 2017 e il maggio 2018 sono state raccolte 41.691 domande, di cui 36.849 (88%) risultate idonee. Nel 2018, primo anno di applicazione dello strumento, le risorse stanziate ammontano a quasi 78, 300 milioni di euro; nel 2017 la somma degli importi stanziati per le diverse misure oggi ricomprese nell’Assegno unico era pari a 57,700 milioni.

“L’Assegno unico – spiega il vicepresidente della Provincia Alessandro Olivi, che questa mattina ha presentato un primo bilancio dello strumento – è di fatto un reddito unico di comunità.

È più inclusivo e solidale dei suoi predecessori, compreso il reddito di garanzia, e anche del Rei, la nuova misura nazionale per la lotta alla povertà. Prendiamo il sostegno al reddito: i beneficiari quasi raddoppiano, da circa 5.700 a 10.340.

Le risorse stanziate dalla Provincia per questa forma di sostegno passano da 13,7 milioni a 25,5 milioni. Da un lato abbiamo accresciuto il sostegno in favore di coloro che già stanno migliorando la propria situazione: per questo abbiamo anche innalzato la soglia del limite Icef da 0,13 a 0,16.

Dall’altro, la semplificazione delle procedure e il venir meno dello stigma sociale, cioè del disagio che molti prima provavano nel chiedere un aiuto economico alla Provincia, pur avendone diritto, fa sì che oggi più persone presentino domanda.

Al tempo stesso, poiché oggi è possibile presentare una domanda unica per più misure, le domande complessive sono calate del 25%. L’Assegno unico sta trasformando in meglio le politiche sociali provinciali, all’insegna dell’universalità, dell’equità, dell’efficienza. Siamo convinti perciò che, come in passato per il Reddito di garanzia, possa diventare un utile punto di riferimento per il resto del Paese.

Ma attenzione: l’Assegno unico implica diritti e anche doveri. Chi ne beneficia deve impegnarsi per uscire dalla condizione di bisogno, sottoscrivendo un patto con le agenzie provinciali che si occupano di ricerca di lavoro e assistenza sociale”.

Visti i risultati positivi conseguiti nei primi 8 mesi, lo strumento verrà ulteriormente potenziato, per due casi particolari: singoli e famiglie a cui viene meno il sostegno della Naspi e persone che più si sono attivate per trovare un nuovo lavoro.