MAFFIOLETTI * VERIFICHE ICEF DEGLI EXTRACOMUNITARI: ” L’ASSESSORE DALDOSS DIMENTICA LA NORMA “

Daldoss dimentica la norma sulle verifiche icef degli extracomunitari. La risposta data dall’Assessore competente sollecitato in tal senso dalle forze di opposizione sul tema ha dello sconcertante ed al contempo solleva non poco sgomento e dubbi sulle azioni adottate in materia dato che stiamo parlando di risorse pubbliche, di stato sociale costruito con i nostri soldi!

Il fatto che sia presente nel nostro Ordinamento la norma che prevede che la Provincia effettui controlli tramite ambasciata sulle proprietà all’estero dei soggetti extracomunitari residenti che richiedono alloggio Itea s.pa. sulla scorta dell’autocertificazione Icef è un assunto giuridico ed è quasi una offesa alla intelligenza comune limitarsi alla sola constatazione!

Personalmente come soggetto politico ed associativo sempre in prima linea sul fronte Itea s.p.a. ritengo grave il fatto che l’Assessore competente non si sia invece avvalso di quanto disposto dalla normativa in questione e non si sia mosso secondo quanto stabilito per chi ricopre funzioni apicali, quale la sua, per dare risposte a servizi primari quali quello del bene casa da lui presieduto, in ordine al principio di efficienza, funzionalità e trasparenza a cui ogni amministratore pubblico è richiamato a rispondere.

Poteva prendere come esempio quanto attuato dal collega toscano di Cascina, provincia della Toscana, che ha addirittura arrichito la normativa del Dpr 445/2000 avvalendosi della possibilità da parte della pubblica amministrazione di richiedere ai cittadini comunitari ed extracomunitari idonee certificazioni che attestino l’assenza di titolarità di diritti di proprietà o di diritti reali all’estero, mediante la procedura che si avvale dell’ausilio della ambasciata o del consolato dello Stato di provenienza del cittadino straniero.

Tutto questo non per discriminare ma anzi per garantire lo stesso trattamento (controllo) che le varie amministrazioni già eseguono regolarmente e perfettamente nei confronti degli italiani, essendo gli stessi inseriti nel data base collegato direttamente con l’Agenzia delle Entrate ed il catasto.

Questa leva può essere il vero argine ed il caposaldo per la salvaguardia dei diritti primi degli italiani ormai in competizione svantaggiata con gli altri soggetti comunitari, extracomunitari evidentemente chi non l’ha azionata, è lecito il dubbio, aveva altre priorità rispetto a quelle di garantire i diritti primari prima ai cittadini italiani/trentini!

L’assessore Daldoss, braccio destro del Presidente Ugo Rossi Patt (è bene ricordare ai cittadini/elettori nominato e non eletto dal partito di maggioranza dell’area centrosinistra) fa un po’ il “Don Abbondio” in tale circostanza.

Ricordo che attualmente il sistema del patrimonio pubblico di edilizia sociale soffre una gravissima crisi soprattutto in termini di vivibilità e di tenuta stessa dell’intera amministrazione condominiale degli stabili (oltre 11mila sparsi sul territorio provinciale) proprio a causa delle molteplici e variegate situazioni di assegnazioni ormai numericamente consistenti anche a queste categorie di cittadini con costumi ed abitudini spesso sideralemente diverse alle nostre.

Il sistema sta letteralmente andando in default, tantissimi cittadini italiani/trentini hanno e stanno lasciando alloggi Itea s.p.a per rivolgersi sul libero mercato che offre spesso a parità di costi o di poco inferiori maggiori garanzie di rispetto del contratto di locazione e delle regole condominiali.

Un buon amministratore locale dovrebbe muoversi sulla base dei principi sociali inviolabili e non negoziabili: prima gli italiani, equità sociale e turn over tra gli aventi diritto agli interventi pubblici.

Chi ha contribuito alla costruzione dell’attuale sistema di welfare, pagando per anni le tasse, se per qualche motivo si trova a dover ricorrere ad un aiuto al Comune di appartenza, deve trovarsi al primo posto, rispetto a chi proviene da altro Paese estero, poiché è grazie ai sacrifici di tutti gli italiani se oggigiorno, ed ancora per poco, molte persone straniere possono beneficiare di un sistema di welfare di qualità.

 

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Gabriella Maffioletti