PROVINCIA AUTONOMA TRENTO

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Discarica per inerti in località Sardagna – Via. Osservazioni. Il nuovo progetto di discarica parte dal presupposto che l’instabilità del fronte di scavo della vecchia cava Italcementi non sia adeguatamente contrastata dai 670 ̇000 m3 di rifiuti già collocati al suo piede. Pur in assenza di ulteriori analisi geologiche, considera insufficienti gli ulteriori 424 ̇400 m3 previsti dal progetto approvato (250 ̇000 m3 di rifiuti più 174 ̇400 m3 di copertura) e propone un incremento di 680 ̇000 m3 (550 ̇000 m3 di rifiuti e 130 ̇000 m3 di copertura) per la sua definitiva stabilizzazione.

L’incremento di volume sarebbe ottenuto attraverso un versante a pendenza costante che eliminerebbe il piano destinato a ospitare la zona sportiva prevista dal progetto approvato. Inoltre, per il completamento della discarica si prevedono 15 anni, quasi 6 in più del progetto approvato, e deroghe al tipo di rifiuti ammessi per potersi approvvigionare in un mercato esteso a sufficienza per fornire 45 ̇000 m3 di rifiuti all’anno.

Quindi, in sintesi: incremento del 120 percento dei rifiuti da conferire, del 60 percento del tempo di completamento delle opere, rinuncia a una zona di verde sportivo e deroghe per superare i limiti normativi. Tutto ciò sarebbe motivato e compensato dalla maggiore sicurezza e dall’asserito migliore assetto paesaggistico.

Quanto all’impatto ambientale, lo studio si conclude con le seguenti affermazioni:

Da un punto di vista generale, gli impianti di trattamento e smaltimento rifiuti possono comportare un decremento della qualità ambientale complessiva del territorio in cui sono inseriti principalmente a causa delle emissioni liquide e gassose prodotte e delle alterazioni degli aspetti percettivi e morfologici del paesaggio.

Tuttavia, nel caso in esame, il Progetto si inserisce in un ambito territoriale già caratterizzato dalla presenza di un impianto di trattamento rifiuti e di una discarica: pertanto, la valutazione degli impatti qui riportata è stata effettuata considerando le predette circostanze.

Questo approccio alla valutazione non è condivisibile: se si accetta la tesi che ove esista una situazione di degrado ambientale un peggioramento avrebbe solo effetti marginali, si condannano i luoghi degradati a un inarrestabile regresso. È pur vero che non sarebbe ragionevole ubicare una discarica in un luogo incontaminato, ma la compatibilità di una discarica in un determinato contesto deve essere valutata, in ogni caso, con riferimento al suo impatto sul sistema insediativo e sul paesaggio.

Non si può quindi prescindere dalla circostanza che questa discarica, che a fine lavori accumulerebbe 1 ̇350 ̇000 m3 di materiale, si trovi a diretto contatto con il margine di un insediamento residenziale e a poca distanza dalla chiesa cimiteriale di Sardagna e dal suo pregevole campanile romanico.

Né si può prescindere dal carattere evidentemente artificiale del terreno risultante, completamente privo di ogni articolazione morfologica che consenta di assimilarlo al paesaggio naturale del monte Bondone. Sotto il profilo urbanistico e paesaggistico, l’opera appare quindi assolutamente inopportuna, difficilmente mitigabile e priva persino della modesta compensazione offerta dalla prevista zona sportiva.

Ammessa la necessità d’incrementare i 670 ̇000 m3 già depositati per stabilizzare il pendio (sebbene il monitoraggio indichi da anni la progressiva riduzione dello spostamento), il contesto urbano e paesaggistico imporrebbe di limitare al massimo le dimensioni delle opere e i tempi di realizzazione. Serve quindi un progetto di rimodellazione del terreno e della vegetazione orientato verso un risarcimento paesaggistico e una migliore fruizione pubblica e ricreativa della zona.

Si consideri infine l’assoluta inconciliabilità del progetto con l’ipotesi di rilancio turistico del Bondone affidata a una funivia che si troverebbe a sorvolare, per almeno quindici anni, un’enorme discarica d’inerti.

La sezione trentina d’Italia Nostra esprime quindi la più netta contrarietà al nuovo progetto di discarica, appoggiando la richiesta dei cittadini di Sardagna per una sua radicale revisione.

 

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Beppo Toffolon

presidente