PROVINCIA AUTONOMA TRENTO

Il Trentino news - settimanale tv - (puntata n° 10)

In relazione alle dichiarazione dell’Assessore Segnana sulle ex guardie mediche, Cisl medici ritiene doveroso replicare che è difficile, se non impossibile, in questo clima di forte conflittualità, con questioni importanti ancora sul tavolo che ci costringono a lasciare aperta l’agitazione sindacale in atto, concordare e condividere l’operatività del progetto di ampliamento delle sedi di guardia medica del Tesino e della Valle di Ledro, al netto dei soldi necessari per fare questo, e sembrerebbe,non inseriti come costi nel Bilancio.

Addirittura è difficile supporre anche il solo iniziare un confronto con il Sindacato di maggioranza assoluta della medicina generale, visto che, rispetto a quanto dichiarato dall’Assessora Segnana ai media, non si è mai nemmeno iniziato il confronto sulla materia delle guardie. Ad oggi infatti non è arrivato alcun invito, e quindi non vi sono stati altri momenti di incontro dopo quello noto del 10 gennaio con la Segnana, in prossimità dello sciopero, e riferiti alla tematica delle aggregazioni funzionali territoriali.

Invece nella stessa discussione sulla variazione del bilancio, si è preferito, a domanda precisa sulle Aft, dare una risposta negativa e senza motivazione (normalmente sempre fornita in tutti gli altri casi) che evidenzia la carenza di argomenti forti sulle posizione in cui si è arroccata la parte pubblica. Oltre ad aver approvato l’art. 6, che modificherebbe addirittura l’accordo collettivo nazionale, pur non rientrando ciò nelle loro competenze.

Cisl medici ricorda che, in base all’accordo nazionale (l’art.64,comma 3), i medici di guardia inseribili, definiti in maniera rigida, sono 1 medico ogni 5000 abitanti, corrispondenti agli attuali 108. La variazione di tale rapporto, in aumento o in diminuzione, deve essere concordata nell’ambito dell’accordo provinciale con la maggioranza più 1 delle deleghe,corrispondenti ad oggi alla rappresentanza della Cisl medici del Trentino.

Quindi l’apertura delle sedi in Tesino ed in val di Ledro richiede, necessariamente, l’approvazione del Comitato provinciale ex art.24, ove il presente sindacato siede con la maggioranza assoluta e quindi ogni mandato all’Azienda sanitaria, di riaprire nuove sedi, richiede questa decisione concordata.

Non si comprende perciò cosa intendesse dire l’Assessora Segnana quando ha dichiarato pubblicamente, nella seduta di Giunta di ieri, di aver già abbassato il rapporto, precedentemente a qualsiasi Comitato, unilateralmente e senza alcuna decisione concordata, ad 1: 4600.

Appare poco comprensibile anche la fiducia, dichiarata a tutti pubblicamente, dell’Assessora Segnana, che riconosce la necessità del contributo del nostro sindacato, sulla risoluzione positiva per riaprire i concorsi e le sedi, e però si muoverebbe con riferite Delibere di Giunta precedenti alle dichiarazioni di facciata,che dimostrano il disprezzo assoluto per i sindacati della medicina generale.

A meno che non vi sia la reale volontà, di cui non siamo stati messi a conoscenza, di sciogliere tutti i nodi lasciati aperti dallo sciopero.

Intanto, nel perdurare del silenzio aziendale, siamo stati costretti a depositare un ricorso giurisdizionale per acclarare tutte le criticità del maxiambualtorio di Viale Verona, in questi ultimi giorni.

 

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Dottor Nicola Paoli
Segretario generale Cisl medici del Trentino