Casapound Trentino * Stabile san Nazzaro: “Nessun abuso edilizio a Riva del Garda della stuttura in uso dall’associazione”

CasaPound Riva in San Nazzaro, nessun abuso edilizio. E’ di ieri mattina l’articolo sul quotidiano locale Trentino, nel quale viene denunciato un abuso edilizio riferito allo stabile in uso dall’associazione CasaPound Riva del Garda.

Tale notizia è da ritenersi in parte errata, considerando che fa riferimento ad una accusa da parte del comune nei confronti del proprietario e dei locatari dello stabile, accusa ritenuta però infondata da parte dei legali e che verrà pertanto respinta attraverso gli appositi canali.

“Ci sono i presupposti per respingere l’accusa da parte del comune ed è quello che faremo – a dichiararlo in nota, Matteo Negri, responsabile di CasaPound Riva del Garda – il comune accusa il proprietario e la nostra associazione di abuso edilizio, dando il via a quella che sembra una caccia alle streghe a pochi mesi dall’inaugurazione della nostra sede, il Faro, e in vista forse delle future elezioni.

Se con questo comportamento arrogante l’amministrazione comunale spera di disincentivare il proprietario alla locazione e ostacolare le molteplici attività sociali e culturali del nostro sodalizio, avvisiamo che non siamo disposti a cedere un metro quadrato per far valere i nostri diritti”.

“Il locale è stato preso in affitto a seguito di un regolare contratto nel quale veniva specificato che lo stesso avrebbe ospitato la nostra associazione, regolarmente costituita con scopi di promozione culturale e sociale e senza fini di lucro, ora il comune ci contesta un mancato cambio di destinazione d’uso affermando che il locale abbia come originaria destinazione quella commerciale, non considerando la legge provinciale del 2015 che prevede specificatamente quali debbano e possano essere le destinazioni d’uso, tra le quali sarebbe in ogni caso possibile riconoscerci solo in quella commerciale e anche volendo forzatamente ritenere, che un cambio di destinazione vi sia stato – prosegue la nota – questo dovrebbe inquadrarsi come avvenuto all’interno della medesima categoria funzionale”.

“Il comune manca anche di considerare la giurisprudenza consolidatasi in materia associativa tesa ad agevolare la formazione di associazioni come la nostra, ammettendone la compatibilità con ogni uso urbanistico a prescindere dalla destinazione d’uso del locale”.

“Considerando queste e altre osservazioni opportunamente redatte dai nostri tecnici e legali – conclude la nota – ci permettiamo di ricordare al comune, allo stato attuale, della moltitudine di attività che potrebbe svolgere a sfondo sociale per occupare il proprio tempo, invece di abusare della propria posizione di potere che gli permette di alzare la voce attraverso azioni legali senza fondamento con i soldi dei cittadini”.