carabinieri rovereto (TN) * operazione ” case sicure “: « TRE italiani arrestati, utilizzavano il taxi per depistare le indagini »

Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

Nella mattinata di ieri, 15 febbraio 2019, a finalizzazione ed esito di una più ampia attività investigativa coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale Rovereto e volta ad infrenare il fenomeno dei reati predatori, specificatamente di furti in appartamento, personale del dipendente Nucleo Operativo, ha dato esecuzione a misure cautelari coercitive, concesse dal Gip della suddetta autorità giudiziaria, nei confronti di soggetti di origine sicula dimoranti nel comprensorio di riferimento della giurisdizione di competenza di questa Compagnia Carabinieri; nello specifico un ordine di custodia cautelare in carcere a carico di Finocchiaro Sebastiano operato nella serata di ieri 14.2.2019 e di due ordini di custodia cautelare in carcere a carico di Finocchiaro Venerando e Lo Presti Antonio, entrambi già ristretti presso la casa circondariale di Verona in quanto tratti in arresto in flagranza di reato, alla fine del mese di dicembre scorso, nell’ambito della stessa attività d’indagine, sorpresi all’atto di allontanarsi da un’abitazione del centro di Rovereto ove avevano appena perpetrato un furto di monili in oro, subito restituiti poi ai legittimi proprietari.

L’Operazione “Case sicure” vede la sua palingènesi e prende l’abbrivio dalle denunce sporte dalla cittadinanza a decorrere dal mese di ottobre 2018, nel pieno della stagione autunnale, caratterizzata anche dal naturale accorciarsi delle giornate, allorquando si sono verificati una serie di atti predatori nei confronti prevalentemente di abitazioni private, lasciate incustodite dai proprietari negli orari pomeridiani, sia nell’ambito del Comune di Rovereto che in periferia.

Il dato relativo al modus operandi riferito agli autori, acquisito da questa P.G. durante i vari sopralluoghi effettuati, è risultato essere uniforme per gran parte degli episodi, in quanto relativamente al fattore arco-temporale prediletto dagli autori per porre in essere le condotte antigiuridiche, ha evidenziato la circostanza che l’azione diretta, spavalda e predatoria, veniva sistematicamente effettuata nelle ore pomeridiane prossime alla sera, ovvero approfittando del naturale affievolirsi della luce diurna, in contesti residenziali riservati, insistenti in strade centrali, poco illuminate quindi raggiungibili anche a piedi, e situate anche al secondo piano di edifici sviluppati su più livelli.

In tali contesti i rei guadagnavano l’accesso all’interno delle dimore mediante l’effrazione dei vetri delle finestre o direttamente agendo sui portoncini d’ingresso, sottraendo dai locali prevalentemente monili d’oro ed oggetti preziosi, anche per un valore complessivo del bottino ingente.

Quanto informativamente acquisito sin da subito, dava la possibilità al personale del Nucleo Operativo di questo Comando Compagnia di procedere ad attività investigativa svolta sia con metodologie operative classiche di controllo e captazione sul Territorio dei comportamenti illeciti, nonchè anche mediante metodologia investigativa supportata da ausili tecnologici dedicati.

L’attività di indagine ha necessitato la sera del 22.12.2018 di un intervento immediato da parte dell’organo investigativo allorquando i due, Lo Presti Antonio e Finocchiaro Venerando, venivano fermati nel mentre si stavano allontanando da un’abitazione che è poi risultato nella circostanza, essere stata poco prima “visitata” dai due, rinvenendo sulla loro persona i monili appena asportati e quindi restituiti ai legittimi proprietari.

Si procedeva poi all’analisi degli elementi fin allora raccolti e delle informazioni tecnico – informatiche acquisite il che consentiva di ampiare il quadro investigativo che portava al coinvolgimento nell’indagine, di una terza persona, ovvero Finocchiaro Sebastiano, convivente con i primi due, ritenuto responsabile tra l’altro di numerosi episodi di ricettazione dei monili asportati dalle abitazioni.

Durante l’intera operazione è risultato alquanto “curioso” la circostanza per cui i responsabili dei fatti, in principal modo Lo Presti Antonio ed il Finocchiaro Venerando, erano soliti utilizzare, per i loro spostamenti nella provincia, in principal modo da Rovereto a Trento e viceversa, il servizio di Taxi, verosimilmente per depistare anche eventuali attività di pedinamento delle forze dell’ordine. Tutti e tre i coinvolti sono al momento nel carcere di Verona a disposizione dell’Autorità giudiziaria.-

In totale sono stati censiti e contestati nr. 24 eventi delittuosi accertati tra il mese di agosto e dicembre 2018 di cui nr. 5 ricettazioni, 19 furti tra abitazioni private ed esercizi commerciali occorsi in Rovereto e comuni limitrofi.-

 

 

1111OPERAZIONE CASE SICURE