(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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PROTEZIONE CIVILE. DALLA MICROZONAZIONE ALLA MESSA IN SICUREZZA DI OSPEDALI, SEDI OPERATIVE ED EDIFICI PUBBLICI STRATEGICI: OLTRE 17 MILIONI DI EURO PER RAFFORZARE LA PREVENZIONE DEL RISCHIO SISMICO IN EMILIA-ROMAGNA. LA SOTTOSEGRETARIA RONTINI E L’ASSESSORA PRIOLO: “LA PREVENZIONE È UNA RESPONSABILITÀ CHE SI COSTRUISCE OGNI GIORNO: INVESTIRE NELLA CONOSCENZA DEL TERRITORIO E NELLA SICUREZZA DEL PATRIMONIO PUBBLICO SIGNIFICA TUTELARE LE PERSONE E GARANTIRE SERVIZI ESSENZIALI ANCHE NELLE EMERGENZE”
Le risorse saranno assegnate agli enti locali attraverso due programmi, particolare attenzione all’Appennino e alle aree interne
Bologna – Conoscere meglio il territorio per programmare gli interventi, rendere più sicuri gli edifici pubblici che devono continuare a funzionare anche durante un terremoto e potenziare la capacità del sistema di Protezione civile di pianificare e gestire le emergenze.
La Regione Emilia-Romagna prosegue e rafforza il proprio impegno per la riduzione del rischio sismico investendo oltre 17 milioni di euro, provenienti dal Fondo nazionale per la prevenzione, per finanziare due tipologie di intervento: da un lato, l’aggiornamento degli studi di microzonazione sismica e dell’analisi della Condizione limite per l’emergenza (Cle), che consentono di valutare come le caratteristiche geologiche e del sottosuolo possano influenzare gli effetti di un terremoto e di orientare la pianificazione del territorio e la programmazione degli interventi di prevenzione. Dall’altro, le opere di miglioramento sismico sugli edifici pubblici strategici, come ospedali, sedi operative della Protezione civile, centri di coordinamento dei soccorsi e altri edifici pubblici chiamati a garantire funzioni essenziali anche durante un evento sismico.
Le risorse saranno assegnate agli enti locali attraverso due programmi di finanziamento: circa 1,6 milioni di euro sosterranno l’aggiornamento degli studi di microzonazione sismica e dell’analisi della Condizione limite per l’emergenza (Cle), mentre quasi 15,9 milioni finanzieranno gli interventi di miglioramento sismico sugli edifici pubblici strategici.
“La prevenzione è il primo e più importante investimento per la sicurezza delle persone e delle comunità- sottolineano la sottosegretaria alla Presidenza con delega alla Protezione civile, Manuela Rontini, e l’assessora regionale all’Ambiente e alla Programmazione territoriale, Irene Priolo-. Per questo continuiamo a investire nella conoscenza del territorio e nella sicurezza degli edifici pubblici strategici, due dimensioni della stessa politica di prevenzione. Disporre di una conoscenza sempre più approfondita della risposta sismica del suolo significa orientare con maggiore efficacia la pianificazione, definire le priorità di intervento e ridurre le vulnerabilità. Allo stesso tempo, intervenire sulle strutture pubbliche strategiche significa garantire la continuità delle funzioni essenziali e assicurare alle comunità servizi in grado di rimanere operativi anche nelle situazioni più critiche. Convivere con il rischio sismico significa non abbassare mai l’attenzione. Per questo vogliamo continuare a offrire agli enti locali strumenti sempre più efficaci per conoscere le vulnerabilità dei propri territori, programmare interventi sempre più mirati e rafforzare la sicurezza delle comunità”.
Le tipologie di intervento finanziate
Il primo ambito di intervento riguarda gli studi di microzonazione sismica e l’analisi della Condizione limite per l’emergenza (Cle), strumenti che consentono di valutare come le diverse aree del territorio reagiscono a un terremoto e di verificare le condizioni necessarie affinché, anche dopo un evento sismico, possano continuare a funzionare le strutture, le infrastrutture e i collegamenti indispensabili per la gestione dell’emergenza. Gli studi supportano sia la pianificazione urbanistica sia l’aggiornamento dei Piani comunali di Protezione civile e permettono di orientare in modo più efficace gli interventi di riduzione del rischio. Le risorse disponibili ammontano a circa 1,6 milioni di euro e saranno destinate a una nuova fase del programma di microzonazione sismica. Dopo aver completato gli studi di primo livello in tutti i Comuni della regione, sarà infatti possibile finanziare approfondimenti di terzo livello, nelle situazioni che richiedono analisi più dettagliate, e l’aggiornamento degli studi già realizzati.
Il secondo ambito riguarda invece gli interventi strutturali sugli edifici pubblici strategici, con una disponibilità complessiva di quasi 15,9 milioni di euro. I contributi saranno destinati a interventi di rafforzamento locale, miglioramento sismico oppure, quando necessario, di demolizione e ricostruzione degli edifici pubblici destinati a garantire funzioni essenziali durante le emergenze. Gli enti locali potranno presentare le proprie priorità entro il 30 settembre 2026; la selezione avverrà sulla base di criteri tecnici che tengono conto, tra gli altri aspetti, del livello di rischio sismico degli edifici, della pericolosità del territorio, del livello di progettazione e della documentazione tecnica disponibile, oltre che dell’esigenza di garantire un’equa distribuzione delle risorse tra gli enti locali. Particolare attenzione sarà riservata ai Comuni montani e delle aree interne.
