(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Sul sito del Ministero del Lavoro continuano a comparire indicazioni sulla mobilità in deroga e sul suo utilizzo per le aziende operanti nelle aree di crisi industriale complessa, lasciando intendere che lo strumento sia ancora operativo e finanziabile dalle Regioni.
Tuttavia, la circolare n. 3 del 10 febbraio 2026 della Direzione generale ammortizzatori sociali afferma in modo inequivocabile che la legge di Bilancio 2026 non autorizza il trattamento di mobilità in deroga per l’anno in corso.
La questione è gravissima: per anni tale strumento è stato essenziale per i lavoratori delle aree di crisi industriale complessa, dove spesso non sono più attivabili strumenti ordinari e i percorsi di reimpiego sono estremamente difficili.
Siamo davanti al rischio di un’ondata di contenziosi verso le Regioni e lo Stato per dinieghi e ritardi, oltre a una paralisi dei tavoli territoriali di crisi.
In un contesto di crisi industriale complessa, la certezza delle regole e la trasparenza amministrativa non sono un’opzione, ma un dovere.
Tutto ciò premesso, ora oltre 10mila famiglie rischiano di trovarsi prive di adeguati sostegni al reddito.
Ho quindi presentato un’interrogazione alla ministra Calderone chiedendo, fra le altre cose, di promuovere con urgenza un intervento chiarificatore e, se necessario, normativo per ripristinare la mobilità in deroga nelle aree di crisi industriale complessa.
Non possiamo permettere che migliaia di lavoratori restino senza tutele per effetto di incertezze amministrative e scelte politiche non dichiarate.
Servono chiarezza immediata e responsabilità istituzionale.
Così la vicecapogruppo del M5S alla Camera Carmela Auriemma.
