Di Luca Franceschi
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Il nuovo decreto legge sulla sicurezza presentato dal governo Meloni introduce importanti modifiche al codice civile, ridefinendo le responsabilità civili in caso di legittima difesa. Secondo quanto illustrato dal provvedimento, chi si difende all’interno della propria abitazione o del proprio esercizio commerciale da un rapinatore non sarà più obbligato a risarcire l’aggressore nel caso in cui questi subisca danni durante il tentativo di criminalità.
La norma rappresenta un cambio di paradigma rispetto alla situazione precedente, quando era possibile che una persona che reagiva a un’aggressione a mano armata, sia in casa che dietro al bancone del proprio negozio, potesse essere condannata e costretta a pagare i danni alla persona che la stava minacciando. Il governo considera questa precedente situazione una contraddizione logica che ha messo in difficoltà molte famiglie e commercianti, esposti quotidianamente al rischio di subire rapine e aggressioni.
Il decreto affronta anche il tema della criminalità giovanile e della violenza legata ai comportamenti di gruppo. Le nuove disposizioni prevedono l’estensione del fermo preventivo anche ai minori, ampliano le competenze di intervento dei vigili urbani e irrigidiscono le pene per chi compie danneggiamenti in forma collettiva, con una sanzione massima di cinque anni di reclusione.
Secondo l’interpretazione del governo, queste tre aree d’intervento, corrispondenti rispettivamente ai fenomeni della rapina in casa, dell’assalto ai negozi e della violenza di branco in strada, rispondono a un unico principio: il ripristino dello schieramento dello Stato al fianco di coloro che rispettano la legalità.
La valutazione politica che accompagna il provvedimento traccia un contrasto con l’approccio delle amministrazioni precedenti, sostenendo che l’indirizzo passato mostrava una maggiore considerazione verso i diritti dei trasgressori mentre tendeva a sottovalutare le istanze delle vittime. Con questa riforma legislativa, sostiene chi la propone, verrebbe invertita questa tendenza.
