(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
///
“Lo studio presentato oggi dal Centro per il Pluralismo e la Libertà dei Media dell’Istituto Universitario Europeo è un campanello d’allarme che non possiamo ignorare. A quattro mesi dall’entrata in vigore dell’European Media Freedom Act, l’Italia viene classificata come Paese a rischio medio-alto sul pluralismo dei media. Un bollino rosso che dovrebbe preoccupare tutti”.
Lo afferma Sandro Ruotolo, responsabile Informazione nella segreteria nazionale del PD, ed europarlamentare intervenendo in Commissione Cultura del Parlamento europeo.
“Gli esperti sottolineano due criticità gravissime. Primo: l’Italia non ha ancora un quadro normativo adeguato a prevenire la sorveglianza illegale di giornalisti e redazioni, come richiesto dall’articolo 4 dell’EMFA. Secondo: l’attuale sistema di nomina del cda della Rai non è conforme all’articolo 5 del Regolamento, perché consente al governo di controllare di fatto la maggioranza del Consiglio, lasciando ampio spazio a interferenze politiche. Lo studio evidenzia anche un dato allarmante: il disegno di legge in discussione al Senato non risolve queste criticità ma rischia di aggravare la politicizzazione della Rai, prevedendo che dalla terza votazione il cda possa essere eletto con la sola maggioranza assoluta. È l’opposto dello spirito dell’EMFA”.
“Di fronte a questo quadro – continua Ruotolo – l’adesione formale dell’Italia all’EMFA rischia di trasformarsi in una presa in giro. Serve un’implementazione vera, sostanziale, che tuteli davvero l’indipendenza dei media e la libertà dei giornalisti. La Commissione europea non può far finta di nulla: è arrivato il momento di chiedere con chiarezza all’Italia di allinearsi rapidamente alle disposizioni del Regolamento”.
“Quello che accade in Italia riguarda molti Paesi europei. Per questo – conclude Ruotolo – abbiamo bisogno di una svolta. La libertà di stampa è il termometro della qualità della nostra democrazia. E non possiamo permetterci di ignorare un quadro così allarmante”.
