Dal 3 al 6 marzo, 162 giovani della Provincia autonoma di Bolzano, accompagnati da 18 tutor e dallo staff di progetto, hanno preso parte al Viaggio della Memoria “Promemoria Auschwitz.eu”, un percorso che li ha condotti a Cracovia e a visitare i campi di concentramento e sterminio di Auschwitz e Birkenau, luoghi simbolo della tragedia che settant’anni fa segnò uno dei punti più bui della storia dell’umanità.
Il progetto, promosso dalla Provincia autonoma di Bolzano, ha preso avvio a novembre con una fase laboratoriale di approfondimento storico e di educazione alla cittadinanza attiva. Quest’anno le candidature sono state 275, in aumento rispetto allo scorso anno. Di queste, 166 studentesse e studenti sono stati selezionati per rappresentare il territorio provinciale. Ad accompagnare i ragazzi è stato anche il vicepresidente e assessore provinciale Marco Galateo che ha voluto condividere con loro un pensiero profondo davanti ai binari di Auschwitz.
“In questo luogo il silenzio pesa più delle parole. Camminando accanto a questi ragazzi ho capito che il nostro compito non è soltanto trasmettere informazioni, ma custodire una coscienza. Auschwitz ci mostra fino a dove può spingersi l’umanità quando dimentica il valore dell’altro. Ma vedere questi giovani ascoltare, interrogarsi, commuoversi, mi fa credere che la memoria possa ancora generare responsabilità. Se torneranno a casa con una domanda in più e con un’indifferenza in meno, allora questo viaggio avrà già cambiato il futuro.”, ha spiegato il vicepresidente Galateo.
Il progetto Promemoria Auschwitz.eu coinvolge ogni anno 450 ragazzi della Provincia di Bolzano e del Land Tirol ed è organizzato da Arciragazzi aps, Agjd, MeTe Aps ed Arci del Trentino e sostenuto dalle due Province autonome di Bolzano e Trento e dal Land Tirol.
“Promemoria Auschwitz” è un viaggio dentro di sé. È un confronto con ciò che l’essere umano può diventare quando smarrisce il senso dell’altro. Ma è anche una promessa: che il passato non diventi inutile. La memoria, per questi giovani, non sarà una celebrazione rituale, ma una scelta di campo. Una scelta di umanità.
