Di Luca Franceschi
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Il Movimento 5 Stelle ha richiesto formalmente l’audizione in Commissione della commissaria per gli alloggi studenteschi universitari, Manuela Manenti. L’obiettivo è ottenere chiarimenti dettagliati sullo stato di avanzamento degli interventi e sulla gestione delle ingenti risorse pubbliche destinate alla creazione di nuovi posti letto per gli studenti universitari.
Al centro della questione ci sono 1,2 miliardi di euro provenienti dal PNRR che, secondo quanto denunciato, rischiano di trasformarsi in un’opportunità di profitto per i privati anziché rispondere concretamente ai bisogni di migliaia di studenti fuori sede. Questi ultimi si trovano quotidianamente a dover affrontare affitti proibitivi, liste d’attesa interminabili e, nei casi più gravi, la prospettiva di dover abbandonare il percorso universitario.
In numerose città italiane si verifica un paradosso preoccupante: il costo di una camera in uno studentato supera addirittura quello di una stanza affittata attraverso il mercato privato. Una situazione definita inaccettabile che mette in discussione l’approccio stesso con cui viene gestita l’emergenza abitativa nel mondo universitario.
Secondo il M5S, le risorse pubbliche devono essere utilizzate per garantire concretamente il diritto allo studio, non per alimentare un mercato di studentati di lusso inaccessibili alla maggior parte degli studenti. Per questo motivo vengono rivolte richieste precise alla Ministra Bernini e al Governo: è necessario sapere quanti posti letto siano stati effettivamente realizzati e assegnati, a quali tariffe vengono offerti, quali controlli siano stati messi in atto e quale sia la strategia complessiva per assicurare alloggi accessibili a chi studia.
Il capogruppo pentastellato in Commissione Cultura alla Camera, Antonio Caso, ha assicurato che il Movimento continuerà a svolgere un’azione di vigilanza sull’utilizzo delle risorse del PNRR e a pretendere massima trasparenza su questi temi. Il principio fondamentale ribadito è che il diritto allo studio non può e non deve essere trasformato in un privilegio riservato a pochi.
