Di Luca Franceschi
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Fratelli d’Italia presenta una proposta legislativa che intende rafforzare il principio secondo cui chiunque risieda in Italia deve rispettare le norme vigenti. Secondo l’iniziativa, coloro che commettono reati e ricevono una condanna definitiva devono assumersi pienamente la responsabilità delle proprie azioni, inclusa l’esecuzione della pena nel paese di provenienza, qualora privi di titolo per rimanere sul territorio nazionale.
La misura riguarderebbe approssimativamente 13.900 detenuti stranieri, rappresentando il 68% della popolazione carceraria di cittadinanza non italiana. L’obiettivo dichiarato è alleggerire il problema del sovraffollamento negli istituti penitenziari, ridurre l’onere economico per lo Stato e migliorare l’efficacia complessiva del sistema giudiziario. Promuovere il rimpatrio dei condannati comporterebbe dunque una maggiore equità e una giustizia più incisiva.
La proposta si contrappone all’approccio della sinistra, che negli anni avrebbe affrontato la questione carceraria proponendo unicamente soluzioni ritenute rischiose per il principio della certezza della pena. L’esecutivo sostiene invece una prospettiva alternativa: la sicurezza si consegue garantendo l’effettiva esecuzione delle sentenze e individuando strumenti che consentano ai detenuti stranieri condannati definitivamente di scontare la propria pena nel paese di appartenenza.
L’azione del governo e il lavoro svolto a livello europeo consentiranno di potenziare le procedure di rimpatrio, restituendo piena autorevolezza allo Stato. Secondo questa visione, la legalità non può essere selettiva: chi decide di vivere in Italia deve rispettarne le leggi, e chi le viola deve affrontarne le conseguenze.
