Di Luca Franceschi
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Nel primo giorno di stop della linea Alta Velocità per i previsti lavori di Firenze, si è verificato un nuovo disservizio che ha coinvolto i treni della tratta Roma-Milano. I convogli dirottati sulla linea Tirrenica hanno accumulato ritardi significativi anche su questo percorso alternativo.
In sostanza, alle sei ore di percorrenza normalmente necessarie invece delle tre che mediamente impiega un treno Freccia, si sono aggiunti ulteriori 100 minuti a causa di un guasto tecnico. Questo episodio conferma la situazione critica in cui versano attualmente i servizi ferroviari italiani, che rappresentano ormai un insulto reiterato nei confronti dei passeggeri.
Secondo quanto dichiarato dalla capogruppo del Movimento 5 Stelle in Commissione Trasporti al Senato, Gabriella Di Girolamo, non è più sufficiente prendersela con il ministro Salvini, definito “ministro a cottimo” che aveva tentato di scaricare ogni responsabilità su Donnarumma. La situazione richiede un intervento a livelli più alti.
Se ormai si conosce l’orario di partenza dei treni italiani ma non si ha più certezza su quello di arrivo, la responsabilità principale ricade sul presidente del Consiglio Meloni, che in questi anni non ha mai espresso una parola di fronte a questo sfacelo.
Per questo motivo, la parlamentare pentastellata si rivolge direttamente alla premier: se l’orario di arrivo viene ridotto a fastidioso optional da parte di chi gestisce il servizio, il prezzo dei biglietti deve essere drasticamente abbattuto. Non è accettabile che, con tempi di percorrenza maggiori e un numero inferiore di corse disponibili, i prezzi sul portale di Trenitalia continuino a essere sempre più elevati.
Meloni ha il dovere di porre fine a quella che viene definita una presa in giro obbrobriosa nei confronti degli utenti del servizio ferroviario.
