Di Luca Franceschi
///
Lo sfregio compiuto nella notte contro la targa e il giardino dedicati a Sergio Ramelli, inaugurati il giorno precedente a Maclodio, rappresenta un gesto vile e inaccettabile che non ha colpito soltanto un simbolo, ma la memoria di un ragazzo ucciso per le proprie idee e il significato dell’iniziativa istituzionale che la comunità ha voluto dedicargli.
La cerimonia di inaugurazione del giardino si era svolta all’insegna della composizione e della partecipazione, nel segno del rispetto e della memoria. L’intitolazione dello spazio non aveva l’obiettivo di dividere, ma di ricordare una delle pagine più drammatiche degli anni di piombo e ribadire un principio semplice: nessuno deve perdere la vita per le proprie idee.
Per questo quanto accaduto poche ore dopo l’inaugurazione risulta ancora più grave. Chi ha imbrattato quella targa ha dimostrato di non aver compreso il valore della memoria e del rispetto dovuto a tutte le vittime della violenza politica. La democrazia si fonda sul confronto delle idee, non sull’odio e sull’intimidazione.
Piena solidarietà viene espressa al sindaco Simone Zanetti, all’Amministrazione comunale e a tutta la comunità di Maclodio. Si ripone fiducia nelle Forze dell’Ordine affinché individuino rapidamente i responsabili e li chiamino a rispondere delle loro azioni.
La memoria non si cancella con una bomboletta di vernice. Anzi, gesti come questo rafforzano il dovere delle istituzioni di continuare a ricordare Sergio Ramelli e tutte le vittime della violenza politica, affinché simili tragedie non abbiano mai più a ripetersi.
