Di Luca Franceschi
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Il Movimento 5 Stelle denuncia una situazione paradossale che vede il governo italiano ricorrere sempre più frequentemente ai cosiddetti “voli blu” mentre il sistema ferroviario del Paese versa in condizioni disastrose. Secondo i parlamentari pentastellati, la responsabilità del collasso dei trasporti su rotaia sarebbe direttamente attribuibile al ministro Salvini.
I dati relativi al 2025 parlano chiaro: i treni italiani hanno accumulato complessivamente 973.881 minuti di ritardo, una cifra che tradotta significa 16.231 ore o, per rendere ancora più evidente l’entità del problema, 676 giorni. Una situazione che sta creando enormi disagi sia ai lavoratori che ai turisti, ma che sembra riguardare anche gli stessi componenti dell’esecutivo guidato da Giorgia Meloni.
Ed è proprio qui che emerge il paradosso denunciato dal M5S. Consapevoli del caos che caratterizza la rete ferroviaria nazionale, i membri del governo avrebbero iniziato a spostarsi utilizzando i voli di Stato anche per percorrere tratte normalmente coperte da collegamenti ferroviari. Una recente inchiesta giornalistica ha rivelato numeri significativi: 484 voli effettuati in tre anni e otto mesi, con una media di 11,2 viaggi mensili, il dato più elevato registrato nell’ultimo decennio.
Particolarmente contestati sono i 57 voli effettuati su tratte interne. Tra questi spiccano i frequenti spostamenti del Ministro della Giustizia tra Roma, Treviso e Venezia, avvenuti nonostante l’esistenza di collegamenti ferroviari adeguati. Secondo il M5S, questi comportamenti potrebbero configurare una potenziale violazione delle direttive sui voli di Stato emanate nel 2011, che stabiliscono l’utilizzo dell’aereo pubblico esclusivamente in presenza di “comprovate e urgenti esigenze” e in assenza di alternative praticabili.
La contraddizione è stridente: mentre i cittadini comuni affrontano quotidianamente disagi, ritardi e cancellazioni sulla rete ferroviaria, situazione che ha persino portato alle dimissioni dell’amministratore delegato di Ferrovie dello Stato Donnarumma, ministri e sottosegretari ricorrerebbero sistematicamente ai voli blu per evitare i disservizi del sistema ferroviario.
I parlamentari del Movimento 5 Stelle denunciano quella che definiscono un’Italia divisa in due velocità: da un lato milioni di passeggeri costretti a subire quella che viene descritta come una “lotteria” nel tentativo di utilizzare i treni, dall’altro membri del governo che optano per i voli blu anche per percorrere distanze di appena 400 chilometri.
Per fare luce sulla questione, il gruppo pentastellato ha presentato un’interrogazione parlamentare, chiedendo al governo di fornire spiegazioni dettagliate su quello che viene definito un “ritorno al privilegio più sfacciato”. I parlamentari attendono delucidazioni plausibili, sottolineando che l’esecutivo non ha mai risposto a una precedente interrogazione sul tema dell’abuso dei voli di Stato, presentata dalla deputata Appendino e tuttora in attesa di riscontro.
