Di Luca Franceschi
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L’inchiesta pubblicata dal Financial Times su Milano ha sollevato un polverone politico. La senatrice del Movimento 5 Stelle Elena Sironi ha definito l’indagine “devastante”, denunciando come il capoluogo lombardo sia stato trasformato in una colossale operazione di speculazione immobiliare. Secondo la parlamentare, fondi di investimento e speculatori stanno progressivamente sostituendo i residenti tradizionali, cacciando lavoratori, studenti e famiglie dal tessuto urbano della città.
La denuncia si concentra su diversi aspetti critici della trasformazione urbanistica milanese. Le case popolari vengono riconvertite in immobili di lusso, i quartieri storici si svuotano delle botteghe che ne caratterizzavano l’identità, mentre gli affitti raggiungono livelli insostenibili. Sempre più spesso gli appartamenti vengono acquistati non per essere abitati, ma come strumenti finanziari, asset su cui speculare.
I numeri citati dalla senatrice sono allarmanti e fotografano una situazione ormai fuori controllo. In soli dieci anni i prezzi delle abitazioni sono aumentati del 57%, mentre dal 2018 gli affitti sono schizzati in alto del 70%. Il rapporto tra costo della casa e reddito disponibile è diventato peggiore persino di quello di Londra, tradizionalmente considerata una delle città più care d’Europa.
Mentre questa emergenza esplodeva, secondo Sironi, il governo Meloni è rimasto immobile. Ma non solo: l’esecutivo avrebbe addirittura peggiorato la situazione tagliando i fondi destinati al sostegno degli affitti e alla morosità incolpevole, cancellando circa 1,5 miliardi di aiuti alle famiglie in difficoltà. A questo si aggiunge il crollo dei salari reali italiani, diminuiti di circa l’8% dal 2021.
La parlamentare pentastellata traccia un quadro impietoso dell’Italia contemporanea: gli stipendi valgono sempre meno, mentre i costi per l’abitazione continuano a salire. Si tratta, a suo dire, della perfetta rappresentazione dell’Italia guidata da Giorgia Meloni, un Paese dove le rendite esplodono mentre il lavoro si impoverisce progressivamente.
Il governo ha recentemente presentato il nuovo Piano Casa, pubblicizzato come una rivoluzione da 10 miliardi di euro. Sironi smonta questa narrazione definendola “propaganda e finanza creativa”. Secondo la senatrice, si tratterebbe in gran parte di fondi già esistenti semplicemente riciclati, risorse europee ancora da negoziare, investimenti privati del tutto ipotetici e numeri completamente scollegati dalla realtà concreta del problema abitativo.
Le risorse effettivamente disponibili per il biennio 2026-2027 ammonterebbero, secondo l’analisi del M5S, a circa 160 milioni di euro. Una cifra enormemente distante dai 10 miliardi sbandierati dall’esecutivo.
Anche l’obiettivo dei 100 mila alloggi promessi viene definito come un “gioco di illusionismo contabile”. Con le risorse realmente stanziate, sostiene Sironi, si potrebbero recuperare forse 25 mila abitazioni, una goccia nel mare rispetto alle oltre 650 mila richieste di case popolari attualmente inevase.
La conclusione della senatrice è netta: questo governo non sta difendendo il diritto all’abitare, ma sta proteggendo la rendita immobiliare. Milano rappresenta oggi il simbolo di un’Italia dove chi specula si arricchisce mentre chi lavora viene letteralmente espulso dalle città.
Il capoluogo lombardo si è trasformato in una città costruita per turisti, per le locazioni brevi di Airbnb, per fondi di investimento e investitori internazionali. Nel frattempo insegnanti, infermieri, dipendenti pubblici e giovani coppie sono costretti a cercare casa nell’hinterland o addirittura a trasferirsi fuori regione, non potendo più permettersi di vivere dove lavorano.
La posizione del Movimento 5 Stelle è chiara: non accettano questa deriva. La casa non può trasformarsi in un privilegio riservato a pochi. Il diritto ad abitare una città deve avere la precedenza sui profitti dei fondi immobiliari e degli speculatori.
