Di Luca Franceschi
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Il deputato M5S in Commissione Cultura Antonio Caso ha lanciato un appello urgente alla ministra Bernini affinché intervenga tempestivamente sulla questione del Fondo italiano per la scienza, chiedendo una proroga al 31 dicembre 2026 per la scadenza dell’avvio dei progetti.
Si tratta del bando FIS3, che prevede un investimento complessivo di 475 milioni di euro destinati a finanziare 326 progetti di ricerca. Questo importante stanziamento rischia però di essere gravemente compromesso da scadenze amministrative ritenute irrealistiche dai diretti interessati.
Caso ha annunciato la presentazione di un’interrogazione a risposta immediata alla ministra dell’università e della ricerca, evidenziando le criticità emerse. Ben 222 ricercatrici e ricercatori vincitori del bando FIS3, pari al 68 per cento dei selezionati, hanno infatti inviato una lettera al Ministero segnalando problematiche operative difficilmente compatibili con la scadenza fissata al 30 maggio.
Le difficoltà riguardano vari aspetti organizzativi fondamentali: dall’inquadramento presso atenei ed enti di ricerca al reclutamento del personale necessario, fino alla rimodulazione dei budget previsti. Il rischio concreto è che alcuni vincitori siano costretti a rinunciare o che progetti già selezionati vengano rallentati, revocati o svuotati del loro contenuto, con una perdita enorme per il Paese in termini di ricerca, competenze e risorse pubbliche.
Ma non è tutto. Esiste anche una questione legata alla tutela della genitorialità. Una seconda istanza, sottoscritta da 136 ricercatrici e ricercatori, ha segnalato che le tutele previste per maternità, paternità e congedi parentali risultano insufficienti e rischiano di penalizzare chi esercita diritti riconosciuti dalla legge.
Per questo motivo, il Movimento 5 Stelle chiede al MUR di modificare immediatamente le disposizioni attuative, di prorogare l’avvio dei progetti al 31 dicembre 2026 e di armonizzare le regole del bando con le tutele effettive della genitorialità. Caso conclude sottolineando che la ricerca ha bisogno di fondi e tempi certi, non di burocrazia che rischia di vanificare tutto il lavoro svolto.
