Di Luca Franceschi
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Angelo Bonelli, deputato AVS e co-portavoce di Europa Verde, commenta con tono ironico la situazione in cui si trova il governo Meloni rispetto alle politiche energetiche. Secondo il parlamentare, il destino ha riservato un’ironia particolare alla presidente del Consiglio: colei che ha combattuto contro il Green Deal europeo e ha adottato diversi provvedimenti legislativi per frenare lo sviluppo delle energie rinnovabili, ora si trova nella posizione di dover gestire e attuare un finanziamento di 23 miliardi di euro messo a disposizione dalla Commissione europea. Questa cifra è destinata all’installazione di 37,5 GW di nuova capacità rinnovabile e alla realizzazione della transizione ecologica ed energetica dell’Unione Europea. Bonelli sottolinea come questa fosse esattamente la strada che aveva suggerito al governo, il quale però aveva respinto le sue indicazioni: le energie pulite, non il gas e il nucleare, dovrebbero essere il fulcro della politica energetica italiana.
Il deputato ricorda inoltre che all’inizio della legislatura il governo ha deciso di non cogliere un’opportunità significativa: una proposta che prevedeva 85 miliardi di euro di investimenti privati nelle energie rinnovabili, capaci di generare 60 GW di nuova capacità produttiva. Questo progetto avrebbe potuto ridurre il consumo di gas naturale di ben 15 miliardi di metri cubi. Bonelli definisce questo scelta come un’occasione persa, mentre le famiglie e le imprese italiane continuavano a fare i conti con bollette energetiche in costante aumento e il settore energetico accumulava profitti straordinari che superavano i 70 miliardi di euro.
Alla luce di questi sviluppi, Bonelli considera i 23 miliardi di euro attuali come una svolta tanto attesa quanto necessaria per il paese. Secondo l’esponente di Europa Verde, questo è il momento opportuno per sviluppare una vera strategia energetica nazionale che consenta all’Italia di emanciparsi dalla dipendenza dalle fonti fossili. La priorità deve essere quella di puntare con decisione sulle energie rinnovabili, contemporaneamente investendo in tecnologie di accumulo energetico e potenziando le reti di trasmissione dell’energia elettrica. Bonelli conclude affermando che è indispensabile sbloccare i procedimenti autorizzativi, liberare i capitali destinati agli investimenti e costruire un’Italia che sia energeticamente sovrana e indipendente.
