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M5S – MOVIMENTO 5 STELLE * PARLAMENTO: «PATUANELLI (M5S): DEFICIT GIÀ AL 3,1% PRIMA DELLA GUERRA, MANCA CRESCITA. È IL FALLIMENTO DEL GOVERNO»

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13.20 - venerdì 3 aprile 2026

Di Luca Franceschi
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Il vicepresidente del Movimento 5 Stelle Stefano Patuanelli lancia un duro attacco al governo, denunciando il fallimento delle politiche economiche attuate negli ultimi anni. Secondo l’esponente pentastellato, i dati ISTAT certificano una situazione preoccupante che era già evidente da tempo.

Il rapporto deficit/PIL per il 2025 si attesta al 3,1%, un risultato che era già previsto nei conti pubblici ben prima dell’insorgere delle attuali tensioni internazionali. Questa circostanza, sottolinea Patuanelli, smonta qualsiasi tentativo dell’esecutivo di attribuire le responsabilità a fattori esterni.

La gravità della situazione emerge con ancora maggiore chiarezza se si considera il contesto economico generale. Il dato del 3,1% si registra in un Paese sostanzialmente fermo, caratterizzato dall’assenza di crescita, dal calo della produzione industriale e dalla stagnazione dei consumi.

Dopo quattro manovre finanziarie elaborate esclusivamente per rispettare il vincolo del 3%, i risultati sono sotto gli occhi di tutti: mancanza di rilancio economico, assenza di una strategia chiara e di prospettive concrete per il futuro del Paese.

L’esponente M5S accusa il governo di aver applicato una forma di “austerità silenziosa”, comprimendo l’economia reale senza avere il coraggio di ammettere questa scelta. Paradossalmente, questa politica non ha nemmeno permesso di raggiungere gli obiettivi dichiarati: stabilità, credibilità e rafforzamento dei conti pubblici.

Al contrario, l’Italia rimane fragile e bloccata, mentre le principali economie europee utilizzano strategicamente il deficit come leva per sostenere la crescita e il settore industriale. La scelta italiana è stata diametralmente opposta: sacrificare la crescita per rispettare un parametro numerico, trasformando il limite del 3% da strumento a obiettivo finale.

Questo approccio ha prodotto il peggiore risultato possibile: un Paese immobile e sempre più debole dal punto di vista economico. Patuanelli prevede che il governo tenterà di attribuire la responsabilità al difficile contesto internazionale, ma respinge categoricamente questa interpretazione.

La verità, secondo il vicepresidente M5S, è che l’attuale esecutivo non possiede alcuna visione economica strutturata, limitandosi a un’ossessione di carattere meramente contabile. Questa impostazione sta conducendo l’Italia verso una stagnazione pericolosa, che rischia di evolversi rapidamente in una vera e propria recessione.

Per invertire questa tendenza negativa, Patuanelli invoca un cambiamento di rotta immediato. È necessario puntare su investimenti concreti, sviluppare una politica industriale efficace e garantire un sostegno adeguato alle imprese e al mondo del lavoro. In caso contrario, il 2026 potrebbe trasformarsi nell’anno della resa dei conti definitiva per l’economia italiana.

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