Di Luca Franceschi
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La Sicilia si trova nuovamente a fronteggiare un’emergenza incendi che sta mettendo in ginocchio il territorio. L’autostrada A19 è stata chiusa, decine di roghi hanno colpito la regione e le temperature hanno superato i 46 gradi, creando una situazione di estrema criticità per cittadini e imprese.
Le aziende agricole stanno pagando il prezzo più alto di questa emergenza, tanto che Coldiretti e Cgil hanno lanciato un appello urgente chiedendo maggiore attenzione alla prevenzione. La situazione appare particolarmente grave proprio perché non si tratta di un evento imprevedibile, ma di una criticità che si ripresenta puntualmente ogni estate.
Secondo le dichiarazioni del Senatore siciliano Pietro Lorefice, Segretario di Presidenza del Senato e Capogruppo M5S in Commissione Bicamerale Ecomafie, quella in corso non è semplicemente un’emergenza, ma rappresenta il fallimento di una Regione che non riesce a prepararsi adeguatamente a eventi ormai annunciati e ricorrenti.
Il cambiamento climatico in atto richiede un approccio completamente diverso nella gestione del territorio. Servirebbero manutenzione costante, interventi di forestazione, personale stabile e investimenti strutturali di lungo periodo. Invece, anno dopo anno, si assiste alla replica dello stesso scenario: cittadini che rimangono isolati, attività produttive devastate dalle fiamme e infrastrutture completamente paralizzate.
La critica si rivolge direttamente al governo regionale guidato da Schifani, accusato di inadeguatezza nella gestione dell’emergenza. Una inadeguatezza che non può essere nascosta dalla richiesta tardiva di un Canadair, arrivata solo dopo che la situazione era già precipitata. Servirebbe infatti un cambio di passo radicale nelle politiche di prevenzione e gestione del territorio, unico modo per evitare che ogni estate la Sicilia si ritrovi nella stessa drammatica situazione.
