Di Luca Franceschi
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La Senatrice di Fratelli d’Italia Susanna Donatella Campione, componente della Commissione bicamerale contro la violenza sulle donne, interviene sulla situazione in Darfur commentando il rapporto presentato da Medici Senza Frontiere. Secondo Campione, il documento rappresenta non soltanto un atto d’accusa nei confronti dei responsabili dei crimini, ma costituisce un grido di dolore che la comunità internazionale non può continuare a trascurare.
Le testimonianze raccolte nell’indagine descrivono uno scenario di straordinaria violenza, dove lo stupro viene impiegato in modo sistematico come arma di guerra da alcune milizie sudanesi al fine di annientare completamente un popolo intero. Campione sottolinea come sia agghiacciante constatare che il 97% delle vittime sono donne e ragazze, mentre risulta ancora più atroce sapere che la violenza colpisce indiscriminatamente anche i bambini, con casi documentati persino tra i minori di cinque anni.
Per la senatrice, questi episodi non rappresentano semplici “effetti collaterali” derivanti da un conflitto armato, bensì costituiscono veri e propri crimini contro l’umanità. Campione afferma di battersi da tempo contro questa barbarie sia come rappresentante delle istituzioni italiane sia come donna. Ha presentato un disegno di legge che configura il reato di violenza sessuale per gli stupri utilizzati come arma di guerra, poiché questa deriva atroce ha trasformato i corpi delle donne da bottino in vero e proprio teatro di guerra.
Secondo Campione, l’Italia attraverso la sua legislazione può assumere un ruolo da protagonista nella lotta contro questo fenomeno orrendo, costituendo un faro di speranza non soltanto per le donne sudanesi ma per tutte le vittime degli altri conflitti armati nel mondo.
