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M5S – MOVIMENTO 5 STELLE * PARLAMENTO: «GOVERNO, TURCO (M5S): GIORGETTI APPANNATO, DEBITO AI MASSIMI CON CRESCITA AZZERATA»

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19.25 - mercoledì 15 luglio 2026

Di Luca Franceschi
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Il senatore Mario Turco, vicepresidente del Movimento 5 Stelle e delegato alle Politiche economiche e fiscali, ha espresso una dura critica nei confronti del ministro Giorgetti in seguito al suo intervento all’Assemblea dell’Abi tenutasi a Roma il 15 luglio.

Secondo Turco, il ministro è apparso nuovamente appannato nel dipingere una situazione dei conti pubblici che non corrisponde alla realtà. Parlare di conti in ordine mentre la crescita del Pil risulta azzerata appare quantomeno fuori luogo, soprattutto considerando che nello stesso giorno Bankitalia ha certificato un nuovo record del debito pubblico, ormai vicino ai 3.200 miliardi di euro.

Il vicepresidente M5S sottolinea come con il Governo Meloni il debito non stia aumentando solo in valore assoluto, ma anche nel dato che conta davvero, ovvero il rapporto con il Pil. Dopo essere sceso al 134% alla fine del 2023, secondo le stime è destinato a risalire fino al 138-139% nel 2026.

Turco contesta inoltre la narrazione del Governo sulla riduzione dello spread, che viene rivendicata come un successo esclusivamente italiano. In realtà il differenziale rispetto ai titoli tedeschi si è ridotto in tutta Europa e oggi l’Italia continua ad avere uno degli spread più elevati, contendendo alla Francia il terzo peggior differenziale dopo Ungheria e Repubblica Ceca.

Secondo il senatore, quella di Giorgetti è stata una politica contabile miope, non una politica economica vera e propria. Lo stesso Governo lo ammette nel Documento di finanza pubblica, dove punta ancora una volta ad aumentare gli avanzi primari per cercare di ridurre il debito, compensando il cosiddetto snow-ball effect, l’effetto palla di neve.

Questo significa una cosa molto semplice: quando il costo medio del debito cresce più dell’economia, il debito tende ad aumentare anche se si fanno sacrifici di bilancio. L’Italia è ormai entrata nella cosiddetta trappola del debito.

Pensare di invertire questa dinamica senza rilanciare gli investimenti, la produttività e la crescita economica, affidandosi soltanto ad avanzi primari sempre più elevati, significa preparare nuovi tagli alla spesa pubblica e/o maggiori tasse, deprimendo ulteriormente l’economia reale.

Turco conclude con un appello alle parti datoriali e sindacali affinché chiedano al Governo di andare a casa. Serve costruire un nuovo patto sociale per uscire da questa crisi strisciante prima che sia troppo tardi.

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