Di Luca Franceschi
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Il senatore di Fratelli d’Italia Matteo Gelmetti critica aspramente la direttiva “Case Green” dell’Unione Europea, sottolineando come il fatto che tutti i 27 Stati membri siano stati destinatari di una procedura di infrazione per il mancato recepimento della normativa rappresenti un segnale inequivocabile della sua inadeguatezza rispetto alle realtà concrete e alle necessità dei cittadini europei.
Secondo Gelmetti, quando nessun Paese riesce a dare attuazione a una direttiva, il problema non risiede negli Stati stessi, bensì nella norma che è stata concepita senza considerare adeguatamente le conseguenze economiche e sociali che ne deriverebbero. Il senatore riconosce che la transizione ecologica rappresenta un obiettivo condivisibile, tuttavia sostiene che essa non dovrebbe trasformarsi in un processo imposto attraverso criteri di carattere ideologico.
Il politico denuncia il rischio concreto che le modalità di applicazione della direttiva comporterebbero un trasferimento di costi insostenibili sui cittadini, proprietari di abitazioni e imprese. Gelmetti afferma con determinazione che non è possibile anteporre considerazioni ideologiche al buon senso pratico, evidenziando un conflitto fondamentale tra approcci teorici e necessità reali.
Nella sua visione, l’Europa dovrebbe accompagnare il processo di cambiamento attraverso pragmatismo, garantendo al contempo la sostenibilità economica e il rispetto delle specificità proprie di ciascuno Stato membro. Secondo il senatore, le imposizioni calate verticalmente dalle istituzioni europee rischiano di alimentare sfiducia verso le stesse istituzioni. Gelmetti conclude affermando che è necessaria una politica ambientale che sappia coniugare la tutela dell’ambiente, la crescita economica e la difesa del diritto alla proprietà privata, evitando di trasformare la casa degli italiani da elemento di sicurezza a fonte di problematica.
