Di Luca Franceschi
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Il Movimento 5 Stelle attacca duramente il decreto Bollette del governo Meloni, definendolo un provvedimento “tremebondo” fin dalle prime ore successive all’escalation del conflitto in Medio Oriente. I pentastellati avevano già espresso le loro perplessità quando è iniziato quello che definiscono “lo sconsiderato attacco di Netanyahu e Trump all’Iran”.
Nonostante le critiche, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e i suoi ministri hanno continuato a sostenere quella che il M5S considera una “velleitaria richiesta” di sospensione del meccanismo ETS (Emission Trading System) a livello europeo. Questa posizione ha immediatamente creato un fronte di otto paesi contrari alla proposta italiana, al quale ieri sera si è aggiunta anche la Germania.
I parlamentari del Movimento 5 Stelle sottolineano come il governo non sembri comprendere la natura del meccanismo ETS, basato sul sistema “cap and trade” tra aziende, ovvero sulla compravendita di quote di CO2. Si tratta di un mercato la cui sospensione provocherebbe inevitabili squilibri economici.
Oltre al fallimento a livello continentale, quello che i pentastellati definiscono “il dato più disarmante” è che Giorgia Meloni, pur avendo rivendicato la scelta in aula parlamentare, ha sostanzialmente legato gran parte dei tre miliardi destinati alla copertura del decreto Bollette a questa che viene definita una “delirante scommessa”.
Il risultato, secondo il M5S, è che il decreto non può più essere considerato semplicemente inadeguato, ma merita di essere completamente abbandonato. I parlamentari delle commissioni Ambiente e Attività Produttive di Camera e Senato propongono un cambio di rotta radicale per aiutare concretamente imprese e famiglie.
La soluzione indicata dal Movimento prevede innanzitutto il coraggio di implementare una tassazione decisa sugli extraprofitti delle imprese energetiche, che continuano a generare enormi guadagni anche in questa fase difficile. Parallelamente, viene sollecitata l’apertura della strada verso investimenti massicci nelle energie rinnovabili.
Il M5S invita il governo ad abbandonare quella che definisce “l’ostinazione” nel legare il Paese ai combustibili fossili attraverso il progetto dell’Italia “hub del gas”, strategia che secondo i pentastellati sarebbe nata principalmente per compiacere Donald Trump e che viene bollata con il termine “tafazziano”.
