(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’AgenziaOpinione) –
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Mentre Mario Roggero è già in carcere, la giustizia continua a rimbalzare carte da un tribunale all’altro. Prima il magistrato di sorveglianza non decide, poi arriva un conflitto di competenza tra Torino e Milano. Una burocrazia giudiziaria che, invece di dare risposte tempestive, scarica le responsabilità su altri uffici.
Il magistrato di sorveglianza, quando avrebbe potuto assumersi la responsabilità di decidere, ha preferito non farlo. Un atteggiamento persino peggiore di quello di Ponzio Pilato: Pilato, almeno, si lavò le mani assumendosi pubblicamente la responsabilità del proprio gesto; qui, invece, ci si limita a far rimbalzare le carte, mentre un uomo entra in carcere e il tempo continua a scorrere.
Non servono slanci straordinari: è sufficiente che ciascuno faccia il proprio dovere, nei tempi dovuti. La domanda di differimento della pena, collegata alla richiesta di grazia, meritava una valutazione immediata nel merito, non un rinvio per questioni formali.
Quando è in gioco la libertà di una persona e una vicenda che ha profondamente colpito l’opinione pubblica, lo Stato dovrebbe dimostrare efficienza e senso di giustizia, non trasformarsi in un labirinto amministrativo. Mi auguro che la nuova istanza venga esaminata senza ulteriori ritardi. Ogni giorno perso pesa sulla vita di Mario Roggero e sulla credibilità della nostra giustizia.
Così il deputato piemontese di Futuro Nazionale con Vannacci, Emanuele Pozzolo.
