Di Luca Franceschi
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Il Movimento 5 Stelle ha annunciato la propria decisione di non partecipare alle commissioni riunite Affari Costituzionali e Giustizia per l’esame del decreto sicurezza. La scelta è motivata dalla volontà di non prestare il proprio contributo a quella che viene definita “una farsa che offende l’intelligenza dei deputati”.
I rappresentanti pentastellati hanno sottolineato come le commissioni si troveranno a discutere un provvedimento di cui i parlamentari non conoscono ancora il contenuto completo, dato che il testo non risulta ancora stampato dopo l’approvazione avvenuta al Senato nella mattinata odierna.
Il decreto attualmente all’esame della Camera non corrisponde più alla versione originale del decreto legge, essendo stato oggetto di importanti modifiche durante il passaggio a Palazzo Madama. Questa situazione viene descritta come una “mortificazione del Parlamento” che ha raggiunto “livelli inimmaginabili”.
Secondo il Movimento 5 Stelle, la Camera dei Deputati si trova nella condizione di non poter nemmeno vedere il decreto sicurezza, tantomeno di avere la possibilità di esprimere un giudizio informato sul provvedimento.
Nonostante il dissenso sulla gestione procedurale, i pentastellati hanno annunciato l’intenzione di presentare un ampio pacchetto di emendamenti e di far valere le proprie posizioni fino all’ultimo momento disponibile. Per martedì è già prevista la richiesta di fiducia da parte del governo.
La critica si estende alla gestione complessiva del calendario parlamentare da parte dell’esecutivo e della maggioranza. Il decreto legge, presentato all’inizio di febbraio, è rimasto fermo per settimane presso la Ragioneria di Stato, portando ora il governo alle soglie della decadenza del provvedimento.
Questa situazione viene interpretata come l’ennesima dimostrazione della mancanza dei requisiti necessari per governare efficacemente il Paese da parte dell’attuale maggioranza.
