Di Luca Franceschi
///
Il Movimento 5 Stelle rivendica un importante risultato ottenuto in sede di discussione del decreto Lavoro. La Lega ha infatti deciso di ritirare l’emendamento con cui proponeva l’annullamento dei contratti collettivi nazionali scaduti da oltre sei anni.
A darne notizia è il deputato pentastellato Riccardo Tucci, componente della commissione Lavoro, che ha spiegato come sin dall’inizio il suo gruppo abbia contestato duramente questa proposta normativa. Secondo il parlamentare, la ratio della norma era incomprensibile, considerando che esiste già il principio di ultrattività che assicura la continuità delle tutele previste dai contratti collettivi anche dopo la loro scadenza.
L’emendamento della Lega, se fosse stato approvato, avrebbe avuto conseguenze pesanti per migliaia di lavoratori italiani. Tra le categorie più colpite ci sarebbero stati in particolare i giornalisti, che si sarebbero trovati improvvisamente privi delle protezioni contrattuali fino a quel momento garantite.
Nel corso del dibattito parlamentare, i rappresentanti del Carroccio hanno reagito alle critiche del M5S con toni polemici, arrivando ad accusare i pentastellati di ostacolare la tempestività dei rinnovi contrattuali. Un’accusa che Tucci definisce ridicola e priva di fondamento.
Alla fine, secondo quanto riferisce il deputato grillino, si è compreso che le vere intenzioni dell’emendamento leghista non erano quelle dichiarate inizialmente. La pressione esercitata dal Movimento 5 Stelle ha così costretto la Lega a compiere un passo indietro e a ritirare la proposta.
Nonostante questo successo parziale, Tucci non risparmia critiche al decreto Lavoro nel suo complesso, che definisce un provvedimento pessimo. Tuttavia, conclude il parlamentare, grazie alla determinazione e alla pervicacia del suo gruppo è stato almeno possibile scongiurare conseguenze ancora più gravi per i lavoratori italiani.
