Di Luca Franceschi
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La senatrice del Movimento 5 Stelle Vincenza Aloisio ha sollevato pesanti critiche nei confronti dell’approccio del governo sulla sanità pubblica, definendo paradossale la presa di coscienza tardiva del Ministro della Salute Orazio Schillaci riguardo alla drammatica situazione del Servizio Sanitario Nazionale.
Il Ministro, durante la sua recente audizione al Senato, ha iniziato a discutere di sanità integrativa come possibile soluzione, ma secondo la parlamentare pentastellata si tratta di un approccio inadeguato che non affronta le vere necessità del sistema sanitario italiano.
I dati presentati dalla senatrice sono allarmanti: solo il 24% della popolazione italiana risulta coperta da sanità integrativa, a fronte di una media europea del 75%. Questa disparità evidenzia come il nostro sistema sanitario necessiti di riforme ben più profonde e strutturali rispetto a quelle prospettate dall’esecutivo.
Aloisio ha inoltre denunciato un utilizzo distorto delle agevolazioni fiscali destinate alla sanità integrativa, che ammontano a 1,7 miliardi di euro all’anno. Queste risorse, secondo la senatrice, stanno finanziando prestazioni sostitutive dei Livelli Essenziali di Assistenza invece di ampliare l’accesso alle cure per i cittadini.
È inaccettabile, secondo la parlamentare, che questa risorsa venga utilizzata per colmare le lacune del Servizio Sanitario Nazionale invece di supportarne il funzionamento complessivo.
Un ulteriore elemento di criticità riguarda la composizione sociale degli iscritti alla sanità integrativa, che mette in luce un sistema che favorisce le fasce più abbienti della popolazione. Pensionati, disoccupati e lavoratori precari, ovvero coloro che avrebbero maggiore bisogno di assistenza, risultano esclusi da questo sistema.
La senatrice ha quindi sollevato un interrogativo fondamentale: le risorse pubbliche sottratte al Servizio Sanitario Nazionale attraverso le agevolazioni fiscali stanno davvero producendo un beneficio collettivo per la popolazione?
Secondo Aloisio è necessario un intervento sistemico che metta al centro la riforma del Servizio Sanitario Nazionale, piuttosto che puntare su una sanità integrativa inadeguata che rischia di allontanare ulteriormente le fasce più fragili della popolazione dall’accesso alle cure.
La parlamentare del Movimento 5 Stelle ha quindi ribadito che se il Ministro Schillaci vuole davvero garantire un accesso equo e universale alla salute, come ha dichiarato nelle sue audizioni, non devono esistere compromessi su questo principio fondamentale.
