Di Luca Franceschi
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L’Italia ha raggiunto oggi l’Overshoot Day, la data che segna l’ingresso ufficiale del Paese in debito ecologico. Da questo momento in poi, il nostro Paese consuma risorse che non possiede, sottraendole alle generazioni future. A lanciare l’allarme è la deputata Ilaria Fontana, vice presidente del gruppo M5S alla Camera, che sottolinea come rispetto al 2025 si sia ulteriormente ridotto il periodo entro cui l’Italia esaurisce tutte le proprie risorse naturali.
Si tratta di un dato allarmante che fotografa con chiarezza l’insostenibilità del modello di sviluppo attuale. A questo squilibrio si intreccia in modo sempre più evidente la crisi climatica, che non rappresenta più una minaccia lontana ma una realtà concreta, fatta di eventi estremi, dissesto idrogeologico e crescente vulnerabilità dei territori.
Secondo la parlamentare pentastellata, non è più possibile permettersi politiche deboli o incoerenti. È necessario invertire la rotta attraverso un cambio di paradigma fondato su energia davvero pulita e su un modello economico che integri pienamente i principi dell’ecologia integrale.
La transizione ecologica deve poggiare su basi solide: scienza e politica devono tornare a dialogare per costruire soluzioni serie, credibili e misurabili. È indispensabile programmare nel medio-lungo periodo, garantendo linearità e coerenza nelle scelte, superando la logica dell’emergenza e dell’intervento frammentario, cosa che il Governo Meloni sistematicamente non fa, compiendo scelte che fanno tornare indietro il Paese.
Al centro di questo impegno deve esserci un obiettivo chiaro: l’equità intergenerazionale. Le decisioni di oggi devono essere guidate dalla responsabilità verso chi verrà dopo di noi.
La sfida climatica è, allo stesso tempo, una sfida di giustizia: sociale, ambientale ed economica. Invertire la rotta è ancora possibile, ma bisogna farlo adesso.
