Di Luca Franceschi
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La Commissione d’inchiesta sul Covid continua a portare alla luce un sistema corruttivo che avrebbe trasformato l’emergenza sanitaria in una fonte di arricchimento per soggetti vicini all’esecutivo. Secondo quanto riferito dal deputato Francesco Filini di Fratelli d’Italia, membro della stessa commissione, dalle audizioni di diversi imprenditori emergerebbe un quadro inquietante di scambi impropri e discriminazioni.
Il meccanismo denunciato avrebbe funzionato secondo una logica di corruzione: chi versava consulenze lucrose a soggetti facenti capo al circuito governativo durante il mandato del governo Pd-M5S riusciva a ottenere commesse dalla struttura commissariale guidata da Domenico Arcuri, nominato dal presidente Giuseppe Conte. Al contrario, coloro che non aderivano a questo schema venivano sottoposti a pressioni e ostacoli che impedivano loro di accedere alle opportunità di lavoro.
Secondo Filini, i principali danni di questo sistema sarebbero ricaduti sulla cittadinanza italiana, costretta a sopportare le conseguenze di una gestione dell’emergenza caratterizzata da conflitti di interesse e da dinamiche tutt’altro che trasparenti. La Commissione procede quindi nel suo lavoro investigativo per chiarire l’entità e le responsabilità di queste presunte irregolarità.
