Di Luca Franceschi
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La deputata del Movimento 5 Stelle Chiara Appendino solleva interrogativi sulla gestione dei casi controversi all’interno di Fratelli d’Italia, chiedendo maggiore coerenza da parte della presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
“Cosa aspetta Giorgia Meloni a far dimettere l’assessore a Biella Cristiano Franceschini e la vice presidente della regione Piemonte Elena Chiorino?”, si domanda Appendino, riferendosi a una vicenda che coinvolge diversi esponenti di FdI.
Secondo la deputata pentastellata, anche Franceschini e Chiorino erano soci, insieme al consigliere regionale Davide Eugenio Zappalà, tutti appartenenti a Fratelli d’Italia, della società 5 Forchette Srl insieme alla figlia del prestanome del clan Senese.
Appendino sottolinea che tutti questi soggetti “hanno compiuto la maldestra fuga dalla società solo dopo anni di processi e la condanna definitiva di Caroccia e Senese”, evidenziando i tempi della loro uscita dall’affare.
La deputata M5S contesta la narrazione che vede in Delmastro un caso isolato: “Delmastro non è una mela marcia nel partito che governa l’Italia, ma solo uno degli esponenti del clan politico biellese che faceva affari a centinaia di chilometri da Biella”.
Secondo Appendino, l’intervento di Meloni sarebbe tardivo e insufficiente: “La pulizia di Meloni iper-tardiva e arrivata solo dopo la batosta referendaria è giusto una spolverata”.
La deputata conclude allargando il discorso ad altri casi controversi: “Da Santanchè ai tanti altri casi di impresentabili in giro per l’Italia, Giorgia Meloni ha tanti armadi da svuotare”, sollecitando un’azione più ampia e sistematica da parte della leader di Fratelli d’Italia.
