Di Luca Franceschi
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L’Italia sta affrontando una preoccupante battuta d’arresto nel percorso verso gli obiettivi di sviluppo sostenibile. La nuova edizione del Rapporto Sustainable Development Goals dell’Istat dipinge un quadro allarmante: a meno di quattro anni dal traguardo fissato dall’Agenda 2030, il nostro Paese registra peggioramenti e stagnazione nella lotta alla povertà, con assenza di progressi significativi.
Il rallentamento sulla transizione ecologica si accompagna a un arretramento nel raggiungimento degli obiettivi al 2030. Contestualmente, si registra una crescita della povertà e delle disuguaglianze, mentre la crisi climatica presenta un conto sempre più salato che ricade principalmente sulle famiglie, sui giovani e sui territori più fragili.
Secondo Ilaria Fontana, vicecapogruppo del Movimento 5 Stelle alla Camera, questa situazione è andata peggiorando anche a causa delle scelte dell’attuale governo. Il continuo rinvio delle decisioni necessarie sta facendo perdere competitività al Paese e alimentando le disuguaglianze, costringendo l’Italia a rincorrere le emergenze invece di governarle efficacemente.
La parlamentare sottolinea come crisi climatica e crisi sociale rappresentino due facce della stessa medaglia. Il cambiamento climatico è diventato ormai il più grande moltiplicatore delle disuguaglianze sociali, un aspetto che l’esecutivo continua a ignorare.
Le critiche si concentrano sulle scelte energetiche del governo, accusato di investire ancora in fonti fossili, ostacolare lo sviluppo delle rinnovabili e smantellare gli strumenti di tutela sociale. Una strategia energetica definita miope, che rende il Paese più vulnerabile e i cittadini più poveri.
Senza un’inversione di rotta immediata, l’Italia rischia di accumulare ulteriore ritardo rispetto agli obiettivi internazionali e di trovarsi impreparata ad affrontare le sfide economiche, sociali e climatiche future.
La ricetta proposta passa attraverso investimenti coraggiosi nella decarbonizzazione, nell’efficienza energetica e nella giustizia sociale. Serve una transizione ecologica giusta, capace di abbassare le bollette, creare occupazione e non lasciare indietro nessuno. Questa, secondo Fontana, rappresenta la vera sicurezza energetica, non il continuo ricorso al gas o le costose illusioni legate al nucleare.
