Di Luca Franceschi
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DIFESA: MULÈ (FI), CHI PARLA DI RIARMO COME CONTE NEGA L’EVIDENZA E IGNORA LE VERE MINACCE
«Continuare a liquidare ogni investimento nella sicurezza come un presunto “riarmo”, come fanno Giuseppe Conte e il Movimento 5 Stelle, significa non comprendere la natura delle minacce che oggi gravano sull’Italia e sull’Europa».
Lo ha dichiarato il vicepresidente della Camera Giorgio Mulè, ospite di Sky Agenda.
«La sicurezza nazionale non si misura soltanto con i sistemi militari. Significa proteggere infrastrutture strategiche, reti energetiche, ospedali, banche, sistemi di comunicazione e dati sensibili da attività di spionaggio, sabotaggio e attacchi informatici che da anni vengono condotti anche dalla Russia e da altri attori ostili. Arrivare poi a sostenere come fa Conte che si sta ‘costruendo la minaccia russa per convincerci ad armarci’ significa negare l’evidenza, un po’ come gli sconsiderati che ritenevano che gli attentati dell’11 settembre non fossero mai avvenuti. Noi abbiamo la fortuna di poter contare su un’intelligence di altissimo livello, ma occorre rafforzare la resilienza tecnologica del Paese. È questo il senso degli investimenti nella difesa: rendere l’Italia più sicura e meno vulnerabile, non alimentare una corsa agli armamenti. Negare o minimizzare queste minacce, come continua a fare il leader dei 5stelle, significa offrire ai cittadini una rappresentazione distorta della realtà. La sicurezza non è uno slogan elettorale: è una responsabilità verso il Paese».
