(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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L’Europa fa marcia indietro sullo stop ai motori termici. Ma il danno è già stato fatto.
Per anni, la sinistra e i progressisti hanno sostenuto un divieto ideologico che ha colpito al cuore l’industria automobilistica italiana. Hanno applaudito allo stop ai motori a combustione, ignorando milioni di posti di lavoro, migliaia di piccole imprese, intere filiere produttive.
Oggi, dopo pressioni internazionali e il lavoro del governo Meloni, Bruxelles è costretta a rivedere tutto. Si riapre la porta ai biocarburanti, si parla di neutralità tecnologica, si riconosce che l’elettrico non basta.
Ma intanto l’Italia ha già pagato: investimenti congelati, stabilimenti in crisi, famiglie lasciate nell’incertezza.
Fratelli d’Italia è sempre stata dalla parte dell’industria, del lavoro, della libertà di scelta. Abbiamo difeso il diritto di innovare senza imposizioni ideologiche. Abbiamo chiesto regole europee che non penalizzassero i nostri marchi, i nostri operai, il nostro indotto.
E oggi, con coerenza, rivendichiamo il risultato: il dietrofront europeo è una vittoria della ragione contro il fanatismo ecologista.
La domanda è per chi ha sostenuto il divieto: avete il coraggio di guardare negli occhi gli operai che hanno perso il lavoro? O continuerete a festeggiare le vostre battaglie ideologiche, sperando che a pagare siano sempre gli italiani?
Lo dichiara il vice responsabile nazionale del Dipartimento Imprese e mondi produttivi di Fratelli d’Italia, Lino Ricchiuti.
