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“COSTITUZIONE E DEMOCRAZIA” * APPELLO DI 120 COSTITUZIONALISTI: «LA PROPOSTA DI LEGGE ELETTORALE RAPPRESENTA UNA FORZATURA INACCETTABILE»

Scritto da
16.25 - lunedì 11 maggio 2026

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Dopo il referendum costituzionale si è costituito un gruppo denominato Costituzione e Democrazia composto prevalentemente da costituzionalisti ma anche da giornalisti, avvocati e magistrati tutti animati da un forte impegno civile.
Un’attenzione prioritaria è stata dedicata alla proposta di legge elettorale presentata in Parlamento. Nel corso di un seminario sono stati approfonditi gli aspetti principali ed ora si è deciso di prendere una posizione pubblica con questo appello sottoscritto da ed aperto alle adesioni di altri.

Di fronte alle gravi criticità individuate si è sentito il dovere di segnalare all’opinione pubblica i limiti di questo progetto di riforma elettorale che lo fanno apparire come una forzatura inaccettabile delle regole democratiche e costituzionali.

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Torniamo alla Costituzione

Appello di 120 costituzionalisti sulla legge elettorale

Noi professori di Diritto costituzionale riteniamo necessario esprimere una forte preoccupazione per la proposta di riforma della legge elettorale attualmente all’esame della Camera dei Deputati.

Essa presenta rilevanti criticità dal punto di vista costituzionale, a partire da un’impostazione di fondo non conciliabile con i principi della democrazia rappresentativa.

La legge elettorale non è una legge ordinaria come le altre: incide direttamente sul rapporto tra corpo elettorale e Parlamento, sull’eguaglianza del voto e sull’equilibrio complessivo della forma di governo.
È grave il fatto che ancora una volta si vogliano modificare le regole elettorali quasi alla vigilia del voto e soprattutto, dopo il risultato della straordinaria partecipazione al voto referendario, e si voglia costruire un sistema elettorale che anziché combattere l’astensionismo rischia di incrementarlo, con meccanismi quali le liste bloccate e un premio abnorme, che allontanano i cittadini dal voto e dalla partecipazione democratica, trasformando le elezioni in un plebiscito per la scelta di un capo e dei suoi sostenitori.

Tre sono i punti più critici.
Il primo riguarda il premio di governabilità o di maggioranza. La giurisprudenza della Corte costituzionale non ha escluso in assoluto la possibilità di meccanismi premiali, ma li ha sottoposti a condizioni rigorose: il premio deve essere proporzionato, deve operare in presenza di una soglia ragionevole di consenso e deve essere effettivamente idoneo a perseguire l’obiettivo della governabilità. Il pericolo maggiore sta nel fatto che il premio possa risultare eccessivo, fino a portare la lista o coalizione vincente verso il 60% dei seggi, incidendo così anche sulle “maggioranze di garanzia” previste dall’ordinamento costituzionale. Altro aspetto fortemente critico è quello dell’incompatibilità del premio con il bicameralismo disciplinato dalla Costituzione.

Il secondo profilo riguarda l’aver pensato un sistema basato unicamente su liste bloccate, e che consente pluricandidature (fino a cinque collegi!). La proposta accentua i difetti principali dell’attuale sistema, affidando l’intera selezione dei parlamentari a liste bloccate e introducendo un premio potenzialmente abnorme e rigido con l’attribuzione di 70 e 35 seggi assegnati rispettivamente nelle due Camere prescindendo dall’esito del voto per le diverse liste.

Un sistema fondato integralmente su liste bloccate, aggravato da pluricandidature e da liste premiali di dimensione sostanzialmente nazionale, consegna ancora una volta la selezione dei parlamentari alle leadership di partito e svuota il rapporto tra elettori ed eletti.
Il terzo profilo riguarda l’indicazione preventiva del candidato alla Presidenza del Consiglio, che contrasta con i principi che reggono nel nostro ordinamento la nomina del Governo, che dipende dagli equilibri parlamentari risultanti dalla composizione delle Camere, oltre che dall’esercizio delle prerogative del Presidente della Repubblica, ai sensi dell’art. 92 Cost. e dal successivo rapporto fiduciario con il Parlamento.

È proprio dalla combinazione di questi fattori che scaturisce un Premierato di fatto, prospettiva che dopo il risultato referendario sembrava ormai abbandonata.
Per queste ragioni, riteniamo che la proposta di legge elettorale all’esame della Camera dei deputati sia gravemente lesiva dei valori costituzionali, aggravi il distacco tra cittadino ed istituzioni e rafforzi le preoccupazioni per la crisi del Parlamento.
È nostro dovere di costituzionalisti segnalare all’opinione pubblica che questo progetto di riforma elettorale costituisce una forzatura inaccettabile delle regole democratiche e costituzionali.

1. Cheli Enzo
2. De Siervo Ugo
3. Volpi Mauro
4. Cabiddu Maria Agostina
5. Grosso Enrico
6. Tarli Barbieri Giovanni
7. Zaccaria Roberto
8. Romboli Roberto
9. Angiolini Vittorio
10. Calvano Roberta
11. Spadacini Lorenzo
12. Mastromarino Anna
13. Pallante Francesco
14. Pinelli Cesare
15. Caretti Paolo
16. Biondi Francesca
17. Ruggeri Antonio
18. Rossi Emanuele
19. De Minico Giovanna
20. Pertici Andrea
21. Adamo Ugo
22. Algostino Alessandra
23. Amirante Carlo
24. Armanno Marco
25. Azzariti Gaetano
26. Balboni Enzo
27. Baroncelli Stefania
28. Benedetti Auretta
29. Bergonzini Chiara
30. Bianchi Paolo
31. Bianco Giovanni
32. Bin Roberto
33. Bonini Monica
34. Buffoni Laura
35. Buzzacchi Camilla
36. Caldirola Debora
37. Califano Licia
38. Campanelli Giuseppe
39. Cardone Andrea
40. Cariola Agatino
41. Carli Massimo
42. Carloni Enrico
43. Casamassima Vincenzo
44. Casanova Daniele
45. Cavasino Elisa
46. Cervati Angelo Antonio
47. Cherchi Roberto
48. Chieffi Lorenzo
49. Ciolli Ines
50. Cosulich Matteo
51. Cuccodoro Enrico
52. D’Alessandro Giovanni
53. D’Amico Giacomo
54. D’Amico Marilisa
55. D’Andrea Antonio
56. De Martin Gian Candido
57. Decaro Carmela
58. Dal Canto Francesco
59. Della Morte Michele
60. Di Cosimo Giovanni
61. Di Gaspare Giuseppe
62. Di Salvatore Enzo
63. Famiglietti Gianluca
64. Ferraiuolo Gennaro
65. Ganino Mario
66. Giangaspero Paolo
67. Mario Gorlani
68. Grasso Nicola
69. Grisolia Cristina
70. Guarini Cosimo Pietro
71. Gulotta Carla
72. Gusmai Antonio
73. Iacovelli Danila
74. Imarisio Luca
75. Ladu Marco
76. Lamberti Armando
77. Lollo Andrea
78. Longo Fabio
79. Loprieno Donatella
80. Lorello Laura
81. Losana Matteo
82. Losurdo Federico
83. Lucarelli Alberto
84. Maci Paolo
85. Malfatti Elena
86. Malo Maurizio
87. Manetti Michela
88. Marcenò Valeria
89. Marone Francesco
90. Massa Pinto Ilenia
91. Mastropaolo Antonio
92. Matucci Giuditta
93. Moschella Giovanni
94. Napoli Cristina
95. Parisi Stefania
96. Pezzini Barbara
97. Pioggia Alessandra
98. Pizzolato Filippo
99. Podetta Marco
100. Politi Fabrizio
101. Quirino Camerlengo
102. Raveraira Margherita
103. Regasto Saverio
104. Rinaldi Eleonora
105. Rochetti Laura
106. Sabbioni Paolo
107. Saitta Antonio
108. Schillaci Angelo
109. Serges Giovanni
110. Serges Giuliano
111. Siclari Massimo
112. Sobrino Giorgio
113. Stefania Parisi
114. Tarchi Rolando
115. Torre Alessandro
116. Chiara Tripodina
117. Verde Giuseppe
118. Paolo Veronesi
119. Vigevani Giulio Enea
120. Villone Massimo
121. Woelk Jens
122. Ziller Jacques

Aderiscono all’appello altri appartenenti al gruppo
“Costituzione e Democrazia”

1. Giovagnoli Agostino Professore di storia contemporanea
2. Passarelli Gianluca Professore di Scienza Politica
3. Belli Paci Luciano Avvocato
4. Condorelli Luigi Professore di diritto internazionale
5. Corasaniti Giuseppe Professore di filosofia del diritto
6. Colombo Gherardo Magistrato
7. Falcone Anna Avvocato
8. Filippi Paola Magistrata
9. Gallo Domenico Magistrato
10. Giannini Massimo Giornalista
11. Grisolia Filippo Magistrato
12. Lerner Gad Giornalista
13. Parrini Dario Senatore della Repubblica
14. Tria Lucia Magistrata
15. Scalabrino Michelangela Professoressa di Diritto internazionale
16. Scaramucci Barbara Giornalista
17. Spataro Armando Magistrato
18. Stasio Donatella Giornalista
19. Varano Enzo Professore di Diritto comparato

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