Di Luca Franceschi
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Durante l’evento “Dalla parte del popolo iraniano”, organizzato presso la Fondazione Luigi Einaudi a Roma, il senatore di Fratelli d’Italia Giulio Terzi ha pronunciato un discorso di forte critica nei confronti del regime iraniano e di sostegno alla resistenza guidata da Maryam Rajavi, Presidente eletta del Consiglio della Resistenza Iraniana. Terzi ha descritto Rajavi come un simbolo straordinario di libertà, democrazia, parità e pluralismo, contrapponendola all’autoritarismo del governo di Teheran.
Il senatore ha denunciato le metodologie repressive del regime, sottolineando come questo ricorra alla pena capitale e all’eliminazione fisica di centinaia di migliaia di cittadini senza alcun processo legale. Ha inoltre evidenziato il ruolo centrale delle Guardie della Rivoluzione Islamica, le IRGC, nel controllo totale della società iraniana e nella destabilizzazione dell’intera regione mediorientale.
Terzi ha analizzato i recenti cambiamenti geopolitici nel Medio Oriente, interpretandoli come segni del progressivo indebolimento dell’influenza iraniana. Ha citato la situazione in Libano, dove si discute di rendere pienamente operativa la Risoluzione 1701 dell’ONU, il crollo del regime di Bashar al-Assad in Siria, che ha interrotto il corridoio di comunicazione tra Iran e Iraq utilizzato dalle milizie, e il ridimensionamento delle attività iraniane nello Yemen.
Il parlamentare ha sottolineato come la nuova amministrazione americana stia delineando una strategia chiara nei confronti dell’Iran, basata sul rifiuto del programma nucleare iraniano, sull’eliminazione delle minacce verso Israele e i Paesi del Golfo, sulla neutralizzazione dei Pasdaran e sulla garanzia della libertà di navigazione nei canali strategici. Ha affermato che verso questi obiettivi dovrebbe convergere l’intera comunità occidentale.
Terzi ha evidenziato il proprio storico sostegno al Movimento della resistenza iraniana, dichiarando di seguire l’organizzazione da oltre venti anni. Ha inoltre rimarcato l’importanza della decisione europea di inserire i Pasdaran nella lista delle organizzazioni terroristiche, assimilandoli a organizzazioni come l’ISIS e Al-Qaeda. Questa designazione, avvenuta nel corso dell’anno, rappresenta secondo il senatore un colpo decisivo contro il regime, poiché comporta conseguenze significative sul piano delle sanzioni internazionali.
Il senatore ha ricordato il ruolo cruciale svolto da Maryam Rajavi e dal suo movimento nel smascherare la vera natura del regime iraniano e nel rivelare al mondo le atrocità commesse dal fondamentalismo islamico. Ha fatto riferimento al massacro del 1988, quando circa trentamila oppositori sono stati uccisi per ordine della fatwa di Khomeini, pagando un prezzo altissimo in termini di vite umane.
Terzi ha citato diversi episodi di violenza attribuiti ai Pasdaran, incluso l’attentato contro il centro ebraico AMIA di Buenos Aires nel 1992, che causò ottantacinque morti e oltre trecento feriti secondo accertamenti della magistratura argentina. Ha inoltre richiamato il tentativo di attentato del 2018 a Villepinte, vicino Parigi, e l’attentato del 2023 contro Alejo Vidal-Quadras, ex vicepresidente del Parlamento Europeo e sostenitore dei Mujahedin e del popolo iraniano.
In conclusione, il senatore ha chiesto chiarezza e fermezza nella condanna dell’Iran come stato terrorista, rifiutando compromessi e ambiguità. Ha espresso orgoglio nel sostenere chi, come Maryam Rajavi, si oppone a quello che ha definito un male sistemico, argomentando che non vi è spazio per tentennamenti nel giudizio etico e politico nei confronti del regime di Teheran.
