Di Luca Franceschi
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Le recenti notizie sul settore bancario italiano mostrano un risiko sempre più concitato e apparentemente privo di una visione strategica che metta al centro gli interessi del Paese e dell’economia reale. Mentre l’amministratore delegato di Monte dei Paschi di Siena, Luigi Lovaglio, lavora alla costruzione di nuove operazioni di aggregazione, il ministro dell’Economia Giorgetti continua a ribadire l’intenzione del Governo di dismettere anche la residua quota del 4,8% ancora in mano al Ministero dell’Economia e delle Finanze.
Secondo il senatore Mario Turco, vicepresidente del Movimento 5 Stelle e delegato alle Politiche economiche e fiscali, procedere con questa vendita rappresenterebbe un errore di notevole gravità. La precedente cessione del 15% di Mps, avvenuta nel novembre 2024 e che ha innescato l’attuale fase di riassetti nel settore bancario, è ora oggetto di un’inchiesta condotta dalla Procura di Milano. L’indagine riguarda aspetti che sollevano preoccupanti questioni di trasparenza e potenziali situazioni di conflitto di interesse.
In questo contesto così delicato, l’esecutivo non può limitarsi a ignorare quanto sta accadendo, mentre il comparto bancario viene attraversato da operazioni che sembrano rispondere maggiormente a dinamiche speculative piuttosto che perseguire il bene collettivo. Per queste ragioni, il Movimento 5 Stelle continua a sollecitare il Governo affinché non proceda con la vendita della quota residua ancora detenuta dal Mef, mantenga un atteggiamento di autentica neutralità e ponga come priorità assoluta la protezione dei risparmiatori.
Come hanno messo in evidenza anche la Consob e la SDA Bocconi, le operazioni di risiko bancario condotte finora hanno generato profitti principalmente per gli istituti di credito e i loro azionisti, senza tuttavia tradursi in vantaggi tangibili per le famiglie, le imprese e l’economia reale del Paese.
