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PD – PARTITO DEMOCRATICO: «STATO DI DIRITTO, RUOTOLO: CON MELONI L’ITALIA ARRETRA SU INFORMAZIONE, PLURALISMO E DEMOCRAZIA»

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14.37 - venerdì 17 luglio 2026

Di Luca Franceschi
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La relazione della Commissione europea sullo Stato di diritto mette in luce una situazione sempre più critica per l’Italia in materia di libertà d’informazione e democrazia. Secondo quanto evidenziato, da quando il governo Meloni è al potere, il Paese sta registrando arretramenti significativi su fronti essenziali come l’indipendenza dei media, la tutela dei giornalisti e il pluralismo informativo.

La Commissione europea continua a segnalare problematiche gravi e mai risolte. Tra queste figurano la mancata riforma della governance della Rai, l’insufficiente indipendenza del servizio pubblico dal controllo politico, l’assenza di progressi concreti nella lotta alle querele temerarie e le profonde preoccupazioni riguardanti l’utilizzo di programmi spia contro giornalisti e rappresentanti della società civile.

Queste criticità non vanno considerate come episodi isolati, bensì come parte di un disegno complessivo di regressione democratica. Il governo mantiene il controllo del servizio pubblico, lascia i giornalisti esposti a intimidazioni giudiziarie, non chiarisce pienamente le responsabilità nel caso Paragon e continua a ignorare i richiami provenienti dall’Europa.

Per quanto riguarda gli spyware, le indagini della magistratura rimangono in corso e persistono numerose domande senza risposta. Il governo dovrebbe garantire piena trasparenza invece di nascondersi dietro silenzi, omissioni e segreti. A livello europeo è stato rafforzato il lavoro del gruppo informale contro questi strumenti di controllo illegittimo.

La situazione della Rai rappresenta un’altra emergenza democratica. Mentre l’Europa richiede un servizio pubblico realmente indipendente, l’attuale governo continua a trattarlo come uno strumento a propria disposizione. Non è stata approvata una riforma in grado di sottrarre la governance della Rai al controllo della maggioranza politica, nonostante gli obblighi europei siano ormai pienamente applicabili.

Anche il problema delle querele temerarie rimane irrisolto. Giornalisti, cronisti e attivisti continuano a essere colpiti da azioni giudiziarie utilizzate non per ottenere giustizia, ma per intimidirli, impoverirli e costringerli al silenzio. Il governo non ha intrapreso azioni efficaci per proteggerli da queste pratiche illegittime.

Da quando la Meloni governa da Palazzo Chigi, l’Italia non ha compiuto passi avanti in nessuno di questi ambiti cruciali. Ha invece registrato un arretramento su tutti i fronti: l’indipendenza della Rai, la protezione dei giornalisti, il pluralismo dell’informazione, la questione degli spyware e il rispetto degli impegni europei. Sebbene il governo continui a negare queste realtà, oggi è la Commissione europea a certificarle nero su bianco.

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