Di Luca Franceschi
///
Il senatore di Fratelli d’Italia Marco Lisei, presidente della commissione Covid, interviene sulla questione legata agli attacchi rivolti a Mara Campitiello. Secondo Lisei, le critiche alla dirigente pubblica nascondono una chiara componente sessista e rivelano l’ipocrisia di chi sostiene valori progressisti.
Lisei sottolinea come ridurre l’identità professionale di Campitiello al ruolo di moglie di qualcun altro rappresenti una discriminazione inaccettabile. Definire una donna attraverso le relazioni familiari, piuttosto che riconoscerne le competenze acquisite sul campo, contraddice i principi per cui si sono battute le generazioni di donne che hanno lottato contro ogni forma di discriminazione sessuale.
L’esponente di FdI evidenzia un’incoerenza ideologica che ritiene particolarmente grave. Coloro che si presentano come sostenitori del femminismo risulterebbero disposti a mettere da parte questi valori pur di difendere esponenti come Giuseppe Conte dalle accuse relative alla gestione dei fondi pubblici durante l’emergenza pandemica.
Lisei rimarca inoltre la posizione differente di Campitiello rispetto ad altri protagonisti della fase emergenziale. A differenza di chi ha assunto responsabilità in decisioni contestate durante il Covid, Campitiello non gode di scudi normativi, né protezioni speciali. La sua forza risiede esclusivamente nella correttezza delle scelte amministrative che ha intrapreso, valutate positivamente sia dall’Avvocatura dello Stato che dalla Corte dei Conti. Le sue decisioni hanno generato un risparmio di 170 milioni di euro per le casse dello Stato.
In conclusione, Lisei esorta coloro che hanno effettivamente commesso errori nella gestione della pandemia, citando esplicitamente Conte e Arcuri, a rinunciare agli scudi legali e normativi di cui dispongono, piuttosto che attaccare chi ha operato in maniera corretta e virtuosa.
