(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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“E’ indegno pensare di poter paragonare e mettere sullo stesso piano i due ragazzi che viaggiavano sullo scooter e i Carabinieri che svolgevano il proprio dovere.
Questi ultimi hanno solamente inseguito i ragazzi che non si erano fermati all’alt per un normalissimo controllo.
I carabinieri che avrebbero fatto pressioni su una persona che aveva ripreso la vicenda erano lontani circa 300 metri dall’accaduto, per cui ogni parallelismo è fuori da ogni realtà e logica su quanto è realmente successo quella notte.
Chi mette sullo stesso piano le due cose, non ha per nulla chiaro il senso dello Stato e della legge stessa.
Peraltro, la perizia del Tribunale di Milano ha chiaramente evidenziato che tra l’auto dei Carabinieri e lo scooter, nel luogo fatale per il giovane Ramy, non vi è stato alcun tipo di contatto.
Infine, il ragazzo che guidava lo scooter, è già stato condannato a 2 anni e mezzo per resistenza a pubblico ufficiale, per aver guidato il mezzo senza patente, contromano e in stato di alterazione durante il lungo inseguimento.
A Fares, sono state anche rivolte le ulteriori accuse di omicidio stradale con l’ipotesi che fosse sotto effetto di sostanze stupefacenti alla guida.
Torno a ribadire la mia totale e incondizionata vicinanza e fiducia nell’Arma, senza se e senza ma.
Io sarò sempre dalla loro parte”, ha dichiarato il Deputato di Fratelli d’Italia, vice Presidente della Commissione Affari Costituzionali della Camera ed ex vice Sindaco delle Giunte di Centrodestra milanesi, Riccardo De Corato.
