Di Luca Franceschi
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Il capogruppo del Movimento 5 Stelle al Senato, Luca Pirondini, ha lanciato un duro attacco al governo Meloni in merito al decreto sicurezza, definendolo la prova della totale inadeguatezza e ignoranza dell’esecutivo. Secondo il parlamentare pentastellato, l’esecutivo si trova ora nella paradossale situazione di dover emanare un altro decreto per abrogare la parte contestata del provvedimento originario.
Meloni che abroga Meloni rappresenta per Pirondini un governo completamente in tilt, un pasticcio assurdo e un vero e proprio autoscontro legislativo che finisce per ingolfare il Parlamento. Un Parlamento che, secondo l’esponente del M5S, avrebbe ben altre priorità su cui concentrarsi in questo momento storico.
Tra le questioni urgenti evidenziate da Pirondini c’è la necessità di dare seguito all’allarme lanciato dall’ANAC, occupandosi seriamente della corruzione attraverso l’ampliamento delle garanzie amministrative e la reintroduzione dell’abuso d’ufficio, reato che questo governo ha vergognosamente abolito.
Il senatore del Movimento 5 Stelle però non si stupisce di questa mancata attenzione alla lotta alla corruzione, facendo notare che evidentemente non si tratta di una priorità per Giorgia Meloni. Se lo fosse stata, avrebbe già preso posizione sulla sua assessora al turismo in Sicilia, rinviata a giudizio per corruzione e che al momento resta al suo posto, smentendo così la pseudo furia moralizzatrice post referendaria ostentata dalla premier.
Pirondini conclude il suo intervento con una domanda provocatoria rivolta a Fratelli d’Italia: quando il partito farà i conti con la questione morale che lo attraversa da Nord a Sud, con i suoi legami in odore di mafia che vanno da Delmastro fino al Piemonte.
