Di Luca Franceschi
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La Corte d’Appello di Milano ha emesso una sentenza che rappresenta il riconoscimento del fallimento delle politiche industriali portate avanti negli ultimi dieci anni. Queste politiche si sono basate esclusivamente sui decreti “Salva Ilva”, i quali hanno previsto deroghe significative alle normative ambientali e sanitarie.
Nel corso di oltre dodici anni, Taranto non ha visto garantite né la protezione della salute dei cittadini né la difesa dell’occupazione. Nel contempo, l’impianto siderurgico ha proseguito ininterrottamente la sua attività inquinante, causando un avvelenamento progressivo della popolazione, dei lavoratori e delle loro famiglie. Il sistema ha raggiunto il punto di concedere addirittura l’immunità penale a coloro che inquinavano.
La pronuncia della Corte d’Appello di Milano mette in evidenza il fallimento di una classe politica che non è riuscita a realizzare quello che altre aree industriali europee, come la Ruhr e Bilbao, hanno dimostrato possibile: riuscire a coniugare contemporaneamente la riconversione industriale, la tutela dell’ambiente e la difesa del lavoro.
Secondo Angelo Bonelli, deputato di Alleanza Verdi e Sinistra e co-portavoce di Europa Verde, questa sentenza rappresenta una chiara condanna delle scelte compiute finora sulla questione Ilva.
